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Who My Generation
1965 Decca
Voto : 7+ .
brani
Out in the Street
I Don't Mind
The Good's Gone
La La La Lies
Much Too Much
My Generation
The Kids Are Alright
Please, Please, Please
It's Not True
I'm a Man
A Legal Matter
The Ox
band
Pete Townshend - chitarre, piano, voce. Roger Daltrey - voce principale, armonica.
Keith Moon - batteria, percussioni. John Entwistle - basso, voce.
guest: in "My Generation" solo guitar di Jimi Page.
Nel 1964 i quattro ragazzi londinesi avevano Pete Meaden come manager e si chiamavano "The High Numbers". Con questo nome pubblicavano, nello stesso anno, il 45 giri "I'm The Face" (firmato, come pure il lato B "Zoot Suit", dallo stesso Meaden). L'anno seguente i quattro si ribattezzano The Who e vengono scoperti da Kit Lambert e Chris Stamp della Decca americana. Il singolo "I Can't Explain" esce come risposta positiva all'ascolto di "You really got me" dei Kinks dell'estate 1964 e conferisce agli Who ottima visibilita' tra i giovani. Il demo degli Who di "I Can't Explain" e' realizzato anche con l'apporto di Jimmy Page alla seconda chitarra ed e' registrato nel dicembre 1964 e pubblicato nel gennaio 1965. Con "Anyway, Anyhow, Anywhere" (aprile 1965) gli Who assaporano i primi successi
A novembre 1965 esce il 45 giri "My Generation" l'inno epocale degli Who che lancia il quartetto tra le Leggende del Rock. Il 3 dicembre 1965 gli Who esordiscono con il LP "My Generation" (-- titolo: "The Who Sings My Generation"-- nella versione per gli USA). Gli Who erano gia' diventati tra le bands piu' famose in Gran Bretagna. Con la fama di sfasciatutto (chitarre, batteria, amplificazioni...) ad ogni loro concerto live e di idoli dei Mod, grazie ad una astuzia pubblicitaria manageriale (loro nella vita erano tutt'altro che Mod!), avevano oltrepassato nel 1965 la linea beat per abbracciare, senza mezze misure, il Rock, genere ancora embrionale. Nel 1970 gli Who pubblicano "Live at Leeds", che viene spesso indicato come best live rock album di sempre.
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Who "My Generation".
"Out in the Street" e' un buon beat corposo con cantato soul leggermente aggressivo e coretti bellini bellini e qualche chitarrata grezzata.
"I Don't Mind" di James Brown e' blueseggiante, carina (nella versione di Joe Cocker ha un'altro spessore...). Qui suona ancora tanto anni '50 alla Platters e poco piu'.
"The Good's Gone" e' un beat leggermente punkizzato; assomiglia a dei Sex Pistols in embrione. Ma i coretti non la distaccano dai sixty. Presenta una timida accelerata rockeggiante.
"La La La Lies" gocciola sixty e fifty da tutte le parti con il piano in sottofondo. Moon rulla bene sui tamburi e picchia i piatti.
In "Much Too Much" gli Who sembrano i cugini dei Rolling Stones. Una canzoncina carina carina che presenta musicalita' anche dei appena nati Kinks.
"My Generation" nuda e cruda, ha un bel vigore elettrico; e' rock nel basso e nella batteria al punto giusto. E' epocale ed inno generazionale! Presenta anche il solo guitar di un giovanissimo Jimi Page. Risente delle chitarre di quel tempo non ancora amplificate a dovere. Anche se il finale e' davvero eccezionale: pietra miliare del genere appena nato! (Nulla a paragone, pero', della "My Generation" inclusa nel grande live degli Who : "Live at Leeds" del 1970). Il basso di John Entwistle e' rock alla stato puro con fraseggi interessantissimi e solistici. Il balbettare di Roger e' un altra invenzione geniale che conferisce al pezzo una stravaganza e strafottenza pura. Il pestare di Keith Moon e' gia' devastante e straordinario da autentico rocker.
"The Kids Are Alright" e' un bel beat con coretti carini. Tutto simil Beatles dei loro primi albums.
"Please, Please, Please" di James Brown (non ha la sua carica d' energia); e' comunque un brano blueseggiante, quasi surf, con un piano e coretti che giocherellano.
"It's Not True" e' un altro beat piacevole; qui gli Who sembrano, in brevi parti, fratelli maggiori dei Rolling Stones e fratelli minori dei primi Stooges.
"I'm a Man" di Bo Diddley e' un gioviale blues rock con gli strumenti belli e potenti; soprattutto quella batteria di Keith Moon che e' Rock allo stato puro.
"A Legal Matter" e' un leggero e modesto brano di pop.
"The Ox" e' un autentico rock strumentale amplificato ed ottimamente grezzo e vibrante con un bel pianoforte alla Jerry Lee Lewis. Altro punto di partenza di tutto il Rock a seguire. Grande soprattutto per le chitarre rock grezze, pure e distorte con effetto Larsen primordiale. Ehi! Siamo nel 1965 ancora! Hendrix arrivera' parecchi mesi dopo!
"Istant Party": e' un pop un pochino loud con trombe sul fondo. Bellino. Pubblicato solo nel LP uscito negli USA.
"My Generation" e' una miscela di r&r, blues, funky (sono presenti un paio di covers di James Brown) che pur seguendo la strada degli Stones e dei Kinks presenta la batteria fulminea di Moon e la scoppiettante elettricita' di Pete. Quel LP non e' un capolavoro assoluto del Rock, ma un saggio della freschezza del quartetto capitanato da Pete Townshend che oltre ad occuparsi della musica era il paroliere dei testi delle canzoni. Non e' un caso che Pete nelle seconda meta' del 1965 si stesse facendo costruire una amplificazione Marshall doppiamente piu' potente di quelle in vendita. E si sente alla grande in "The Ox"!
Alla fine del 1965 gli Who dettavano la strada da percorrere del Rock quanto gli Stones!
Dopo la scomparsa di Keith Moon, morto nel 1978, e di John Entwistle, nel 2002, Townshend e Daltrey continuano a proporre dal vivo i loro brani piu' classici, accompagnati da Pino Palladino al basso e Zak Starkey (figlio di Richard, meglio conosciuto come Ringo Starr) alla batteria. Gli Who restano probabilmente il piu' grande gruppo dal vivo di sempre.
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