Who Who's Next - pag. 290 -

- pag. 291 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


Who  Who's Next
1971  Polydor    Voto : 9-- .

brani
Baba O' Riley
Bargain
Love Ain't for Keeping
My Wife
Song Is over
Getting in Tune
Going Mobile
Behind Blue Eyes
Won't Get Fooled again

band
Pete Townshend - chitarre, tastiere, sint, piano in "Baba O' Riley", voce.  Roger Daltrey - voce principale.
Keith Moon - batteria, percussioni.  John Entwistle - basso, voce, piano in "My Wife"
guests: Nicky Hopkins suona il piano in "Song Is over" e "Getting in Tune".
Dave Arbus suona il violino in "Baba O' Riley".

Questo LP doveva essere nella mente di Pete Townshend un'altra opera rock dal titolo "Lifehouse". Invece "Who's Next", del 1971, e' splendidamente un album di sane e genuine canzoni rock, uscite si' dalle sedute di "Lifehouse" ma diventate brani unici senza collegamenti, e successivamente completamento di un album pietra miliare del rock. 8/9 dei brani sono scritti dallo stesso Pete. In effetti l'ottimo chitarrista aveva gia' scritto per la Storia del Rock l'immortale "Tommy": opera fondamentale nella discografia degli Who.
Con "Who's Next" raccolta di bellissimi brani rock ed elettro acustici iniziavano gli anni '70 per gli Who con l'impegno su vinile di immortalarsi nuovamente e definitivamente nell'Olimpo dei piu' bei dischi del Rock di sempre... e dei Gruppi Rock piu' importanti del pianeta.


Who "Who's Next".

"Baba O' Riley" e' dedicata allo sperimentatore Terry Riley. E' costruita sopra un fraseggio di poche note lanciate da un'introduzione di sintetizzatore, psichedelizzate e ripetitive con un rock tipico di tre accordi e l'ottima voce di Daltrey. Il finale e' lasciato al violino di Arbus. Grandissimo pezzo.
"Bargain" e' un rock acustico ed elettrico allo stesso tempo con Daltrey che spinge in alto la sua voce. Pezzo che a tratti si intenerisce. Finale con sint in evidenza. Bellissimo.
"Love Ain't for Keeping" e' un rock dove l'elettricita' del gruppo si smorza e la chitarra acustica a tratti sincopata padroneggia.
"My Wife" se la scrive e se la suona John Entwistle. Rock tranquillo di buon livello. L'unico brano dell'album non scritto da Townshend. Tenero.
"Song Is over" e' un altro rock melodico ma fatto da Pete e la qualita' cresce. Nicky Hopkins sottolinea la dolcezza del brano che sa salire divenendo sempre piu' rock per poi ridiscendere verso atmosfere intimiste.
In "Getting in Tune" la metrica rock ha fasi alterne e continue di sali scendi. Coretti, piano di Nicky, chitarra elettrica solista, tutti ben inseriti nel contesto di un grande pezzo.
Ancora acusticita' con "Going Mobile". I tempi sono tipicamente quelli di un rock leggero che nel finale viene rinforzato da una chitarra con effetto wha wha.
Con "Behind Blue Eyes" siamo in un incantevole gioco di chitarra acustica e voce. Un ottimo connubio tra l'iniziale parte acustica e l'esplosione finale espressa dall'incessante rullare. I cori rinforzano la liricita' del pezzo. Keith Moon si riposa per tre quarti del brano, poi sembra chiamato in sala per un minuto di grande rock e dire :"Ehi... m'avevate lasciato fuori?!".
"Won't Get Fooled again" e' la somma di un qualsiasi pezzo rock. Appare inizialmente come un brano sperimentale di psichedelia; in veritˆ e' rock eccezionalmente costruito; i vari tempi sono ben tirati e ben assemblati. Tutti gli strumenti padroneggiano e Keith Moon impazzisce dietro la sua batteria. Daltrey urla misurato.

Gli Who avevano terminato gli anni '60 del secolo scorso rivaleggiando il titolo di piu' grande rock' n' roll band con i Rolling Stones ed i Beatles. Titolo che si erano conquistati con "Tommy", leggendaria opera rock, "Live at Leeds", potentissimo live e soprattutto le eccezionali performance a Woodstock ed all'isola di White.
La copertina di "Who's Next" mostra una fotografia dei membri del gruppo, scattata a Easington Colliery, ritratti apparentemente appena dopo aver finito di urinare su un monolite di cemento. Secondo il fotografo Ethan Russell, la maggior parte degli Who non fu in grado di urinare davvero, e quindi venne gettata dell'acqua sui lati della costruzione per simularne l'effetto. Il monolite presente in copertina viene spesso visto come un ironico riferimento al celebre monolite del film 2001: "Odissea nello spazio" di Stanley Kubrick, che era uscito nei cinema solo tre anni prima e per il quale la band avrebbe dovuto comporre alcune delle musiche. Esiste una versione scartata della copertina dell'album, che avrebbe dovuto raffigurare delle donne nude obese, ma l'idea venne accantonata quasi subito. Altra copertina alternativa a cui si era pensato, era una foto del batterista Keith Moon vestito in lingerie nera, con una frusta in mano e una parrucca da donna in testa.


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