Rock Bottom
Robert Wyatt
Rock Bottom
Robert Wyatt
1974 Rykodisc

brani
Sea Song
Last Straw
Little Red Riding Hood Hit The Road
Alifib
Alife
Little Red Robin Hood Hit The Road

Voto : 8 .



Rock Bottom - Robert Wyatt - Rykodisc 1974

artist
Robert Wyatt - voce e cori, tastiere, percussioni, chitarra elettrica.

Richard Sinclair - basso.  Hugh Hopper - basso.  Laurie Allan - batteria.

guests : Mongezi Feza - tromba.  Ivor Cutler - voce recitante e bordone.
Gary Windo - basso clarinetto, tenore sax.  Fred Frith - viola.
Mike Oldfield - chitarra elettrica.  Alfreda Benge - voce.

Robert Wyatt "Rock Bottom".

"Rock Bottom" del 1974 non e' una ascesa nel rock, ma una discesa del rock. In un punto, il piu' basso, probabilmente l' abisso del mare, degli oceani. Un miscuglio, dunque, di sensazioni che Robert Wyatt ha inciso rappresentando un magma sonoro di indecifrabile traduzione stilistica. "Rock Bottom" e' un album sperimentale, che sta tra rock e jazz e psichedelia e progressive in una maniera del tutto particolare. E' lo stesso Wyatt ad indicare il nesso tra la genesi di "Rock Bottom" ed il mare, nelle note dell'ultima edizione della Rykodisc: "Questa musica comincio' a nascere a Venezia, durante l'inverno del 1972, sull'isoletta della Giudecca in un vecchio palazzo che guarda sulla laguna". Ma nel giugno del 1973, anno in cui doveva nascere il terzo disco dei Matching Mole, Robert cadde da una finestra al quarto piano e riporto' la frattura della spina dorsale, perdendo per sempre l'uso di tutto cio' che si trova sotto la cintola; costretto a vivere su una sedia a rotelle, nel 1974, otto mesi dopo l'incidente, comincio' a dar forma al materiale rimasto in sospeso od in parte elaborato in ospedale, durante la convalescenza. La nuova condizione di vita sara' un filtro inevitabile a tutto cio' che era in luce all'inizio del 1973.

"Sea Song", il preludio alla discesa, e' un brano pacato con synt di sottofondo, pochi tasti di piano e la voce nitida e malinconica di W. ; i cori canterburyani fanno il loro ingresso disegnando con gli acuti di W. viaggi della mente.
"Last Straw" presenta una atmosfera tesa da un contrappunto di tastiere acide sul quale danza una melodia straniante con un basso in sottofondo; quindi il brano prende corpo con il percorso dei synt sempre acidi sopra i quali un piano jazz ed i gorgheggi di W. impreziosiscono.
Esplosione di innumerevoli sovraincisioni della tromba di Mongezi Feza, nel successivo "Little Red Riding Hood Hit The Road"; il ritmo e' ripetitivo (troppo!) e le voci che si sollevano dal rumoreggiare dei fiati sono interessanti; l'eco delle trombe ed una sottile linea di basso sono l'unica cosa che rimane alla fine del devastante percorso sonoro.
In "Alifib"" le parole diventano puro suono; le frasi abbandonano ogni velleita' di coerenza e ne rimane solo un leggero ritmo e metrica. Un brano indovinato al 90 per cento. La successione degli "aliti" diventa alla lunga stufante. Il sospiro che ritma la song e poche note pizzicate di Hopper piu' la voce malinconica di W. riempiono il brano.
"Alife" ha lo stesso tema ma e' piu' corposa presentando Windo in chiave di disturbo con i suoi clarinetti.
"Little Red Robin Hood Hit The Road" presenta una bella chitarra di Oldfield e gioca sugli accordi di un bordone (suonato da Ivor Cutler). Bella la psichedelia offerta da W. che sovrasta una ripetitiva ed ossessiva metrica melodica. Pochi i fraseggi di viola con Cutler che va a chiudere.

Musicalmente, "Rock Bottom" rappresenta il raggiungimento della maturita' espressiva di Wyatt. Secondo le sue stesse dichiarazioni, egli e' debitore dei suggerimenti della sua compagna Alfreda Benge (affettuosamente chiamata Alfie); e' un disco che in parte rappresenta una certa atmosfera distesa, pacata, quasi da pace dei sensi.
Gli ospiti del disco sono tanti : Richard Sinclair e Hugh Hopper (al basso), Laurie Allan (alla batteria), Ivor Cutler (voce recitante e bordone), Mongezi Feza (alla tromba), Gary Windo (al sax e al clarinetto), Fred Frith (alla viola), Mike Oldfield (alla chitarra) danno il meglio di loro stessi.
La compenetrazione tra i linguaggi del rock e del jazz, della psichedelia e del progressive, nei vari brani dell' album, andrebbero interpretati come un flusso continuo, come quelle correnti oceaniche che, viaggiando invisibili da un capo all'altro del pianeta, si immergono e riemergono dagli abissi : una lunga suite di 40 minuti a tratti ossessiva nella ritmica. Nota curiosa : la presenza di due copertine per il disco.

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