Johnny Winter Second Winter - pag. 234 -

- pag. 235 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


Johnny Winter  Second Winter
1970  Columbia    Voto : 7 .

brani
Memory Pain
I'm not Sure
The Good Love
Slippin' and Slidin'
Miss Ann
Johnny B. Goode
Highway 61 Revisited
I Love Everybody
Hustled down in Texas
I Hate Everybody
Fast Life Rider

artist
Johnny Winter - chitarre, voce, mandolino.
guests: Edgar Winter - tastiere, piano, sax alto.  "Uncle" John Turner - batteria, percussioni.  Tommy Shannon - basso.

Grande chitarrista blues albino, Johhny Winter nasce nel Mississippi e cresce nel Texas. Nei primi anni '60 del secolo scorso si traferisce per un po' a Chicago dove incontra e suona con Mike Bloomfield. Al suo ritorno nel Texas negli studi di Houston diventa un session man richiestissimo. Le sue performance ad un locale di Austin vengono notate da alcuni giornalisti della rivista Rolling Stones che ne declamano le doti chitarristiche. Firma per la Columbia ed inizia a registrare alcuni albums interessanti ma registrati non bene. La stampa americana lo vede come la risposta alle grandi stars inglesi della chitarra. Hero guitar del rock blues da subito e per tutti gli anni '70 quando arriva il suo "Second Winter" nel 1970 Johnny ha gia' all'attivo cinque dischi. Non e' un gran compositore di brani ma un chitarrista che ama mettere le mani su brani altrui incidendo ottimi spunti elettrici.


Johnny Winter "Second Winter".

"Memory Pain" e' di P. Mayfield. Grintosetta nell'essenza con un basso in evidenza.
"I'm not Sure" e' sua. Carini i giri elettrici, tempi non movimentati, uno spazio lasciato al fratello Edgar, ritorno al tema iniziale.
"The Good Love" e' di D. Collins. Ottimo l'intro elettrico. Tempo rock e chitarra sugli altari con voce roca.
"Slippin' and Slidin' " e' di R. Penniman - E. Bocage - J. Smith - A. Collins. Si tratta di un boogie allegro che suona molto anni '50 con tanto di sax e piano in primo piano.
"Miss Ann" e' R. Penniman - E. Johnson. Discreto blues con solo chitarristico non vorticoso mentre appare grintoso quello al sax.
"Johnny B. Goode" e' C. Berry. Non ha la forza dirompente della cover di Hendrix, ma l'esecuzione di Winter e del fratello non e' delle peggiori.
"Highway 61 Revisited" e' B. Dylan. Cantata in velocita' con un tempo che scalpita questa cover ha nella chitarra di Winter pochi apprezzabili fraseggi.
"I Love Everybody" e' sua. Il suono e' bello e corposo che anticipa quello dei ZZ Top. Grandi i giochi chitarristici che sferzano il brano.
"Hustled down in Texas" e' sua. Tempo velocizzato e chitarra altrettanto. Ne esce un bluesetto carino senza esplosioni.
"I Hate Everybody" e' sua. Veloce con tutti gli strumenti a salire in cattedra.
"Fast Life Rider" e' sua. Batteria che tambureggia e chitarra sullo stesso piano in soli virtuosi che entrano ed escono dalle casse. Winter canta un blues grezzo. Ma e' quello che fa con la chitarra che meraviglia.

Johnny Winter ha il vecchio e sano blues che gli scorre tra le dita. Non ne fanno difetto le innumerevoli covers con le quali ha nutrito la sua Fender. Anche "Second Winter" e' un album ripieno di covers blues che Winter elettrizza al punto giusto. Probabilmente e' il suo disco migliore con il live dell'anno successivo. Sicuramente "Second Winter" e' quello registrato meglio fino ad allora. Non tutti i pezzi che Winter rifa' a modo suo sono gradevolissimi. Ma i soli chitarristici del buon Johnny sono pregevoli e virtuosi quel tanto che basta a far intendere quanto bravo Egli sia nel suonare la chitarra elettrica. In questo disco del 1970 e' attorniato da musicisti di prim'ordine : il fratello Egar alle tastiere, il veterano Uncle" John Turner, con lui sin dal primo disco, alla batteria, Tommy Shannon al basso. Sarebbe stato comunque interessante che Johnny si facesse sostituire in qualche brano alla voce. La sua non e' all' altezza del rock blues.
Con il mondo del rock Johnny ha avuto dei forti contrasti legati allo stress delle pressioni discografiche e manageriali e dei tour. Abbastanza fragile nel carattere si e' reso presto vittima dell'eroina dalla quale se n'e' liberato solo negli anni '80.


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