Fragile
Yes
Fragile
Yes
1972 Atlantic

brani
Roundabout
Cans and Brahms
We Have Heaven
South Side of the Sky
Five per Cent for Nothing
Long Distance Runaround
The Fish
Mood for a Day
Heart of the Sunrise

Voto : 8+ .


I TESTI
DELL' ALBUM

Fragile - Yes - Atlantic 1972

band
Jon Anderson - voce principale e chitarra acustica, tamburello, flauto.  Bill Bruford - batteria e percussioni.
Rick Wakeman - mellotron, tastiere, piano, clavicembalo, effetti.  Steve Howe - voce, chitarra elettrica e solista.
Chris Squire - basso e voce ed effetti.

Yes "Fragile".

All' inizio del 1972 negli Yes e' da poco entrato l'asso delle tastiere Rick Wakeman (ex Strawbs); musicista eccentrico e di grande talento porta negli Yes muri di tastiere. Rick ha una formazione classica che si lega perfettamente con l'impronta pomposa del sound degli Yes. La band e' ormai matura e si e' lasciata alle spalle il pop sinfonico dei Moody Blues che traspariva nei primi due pur gradevoli album.
Con "Fragile" gli Yes impongono definitivamente il loro stile e la loro musica : un progressive rock che presenta tecniche individuali notevolissime. Il LP ha nei virtuosismi e nella loro complessita' ritmico-melodica uno dei punti piu' alti della produzione yessiana : sia dei dischi precedenti che di quelli futuri.

"Roundabout" presenta una nota di pianoforte in crescendo che introduce un delicato arpeggio di chitarra acustica; quindi ritmo e velocita' trascinanti sono il terreno ideale per il potente basso di Chris Squire, il cui volume e' cosi' alto da oscurare perfino la chitarra. Il brano si arricchisce di variazioni: stacchi piu' duri (con un Wakeman in inedita versione rockeggiante), cori perfetti, momenti rallentati di grande effetto. La classe e le capacita' tecniche dei cinque musicisti contribuiscono a materializzare otto minuti abbondanti di meraviglia.
"Cans and Brahms" e' una breve rivisitazione tastieristica dell'arcinoto tema fondamentale del terzo tempo (Allegro giocoso) della quarta sinfonia di Johannes Brahms : un divertissement, in ogni caso gradevole,
"We Have Heaven" e' breve (un minuto e mezzo) ed intensa; qui la voce di Jon Anderson puo' liberare tutta la sua bellezza e sperimentare interessanti intrecci fra parti sovraincise e vocalizzi angelici.
"South Side of the Sky" apre con rumore del temporale. Il pezzo e' molto vicino all'hard-rock, con una lunga parte rallentata di grande emotivita'; ancora una volta i cori e le trovate vocali di Anderson sono un valore aggiunto. Poi, raffiche di vento spazzano via il temporale e con esso il fragore del brano.
"Five per Cent for Nothing" e' un momento di divertimento per i musicisti che in questo breve preambolo si sbizzarriscono su un canovaccio scritto da Bill Bruford.
"Long Distance Runaround" sembra estratto da una composizione per clavicembalo del Settecento; e' particolarmente elegante nei fraseggi : fresca e leggera. Ad essa si lega l'appendice "The Fish", tutta giocata sull'impasto fra effetti sonori e cori.
"The Fish" mette in primo piano tutta la bravura di Chris Squire.
In "Mood for a Day" Steve Howe ripete l'esperimento gia' riuscito con "The Clap": un pezzo per sola chitarra acustica di tecnica eccelsa; il chitarrista esegue in solitario un suo studio per chitarra acustica, ed abbaglia per l'armoniosita' della composizione e la bravura nell'esecuzione (molto di piu' di quanto non abbia fatto in "The Clap").
"Heart of the Sunrise" offre dieci minuti di rara intensita' e trasporto emotivo. Il brano comincia con un gran caos strumentale, per poi lasciare spazio ad una cascata di note provenienti dal mellotron di Wakeman, sorrette dal drumming straordinariamente fantasioso ed efficace di Bruford; poi tutto torna ad esplodere con i musicisti che si inseguono in un vortice di ardite parti strumentali. Torna la quiete quando compare la voce di Anderson, ma il brano mantiene sempre una forte tensione, solo momentaneamente sopita, che si libera nella grandiosita' del finale.

"Fragile" cede un poco in compattezza all' album precedente degli Yes, ma e' opera senz'altro di prim' ordine. La bella copertina e' la prima che porta la firma di Roger Dean, d'ora in poi abituale collaboratore del gruppo. I testi sognanti ed immaginifici di Anderson si sposeranno perfettamente con le rappresentazioni degli ambienti metafisici creati da Dean.
Con "Fragile" gli Yes si ritrovano in un crescendo straordinario. Di li' a pochi mesi uscira' il loro capolavoro "Close to the Edge" ed il tour del 1972 e 1973 dara' vita a quel fenomenale triplo live dal titolo "Yessongs".

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  I CAPOLAVORI DEL ROCK  
pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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