Close to the Edge
Yes
Close to the Edge
Yes
1972 Atlantic
brani
Close to the Edge :
- The solid time of change
- Total mass retain
- I get up I get down
- Seasons of man
And You And I
- Cord of life
- Eclipse
- The preacher the teacher
- Apocalypse
Siberian Khatru
Voto : 9+ .
I TESTI
DELL' ALBUM
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Close to the Edge - Yes - Atlantic 1972
band
Jon Anderson - voce principale e chitarra acustica, tamburello, flauto. Bill Bruford - batteria e percussioni.
Rick Wakeman - mellotron, tastiere, piano, effetti. Steve Howe - voce, chitarra elettrica e solista.
Chris Squire - basso e voce.
Yes "Close to the edge".
Comunemente considerato il capolavoro degli Yes, "Close to the edge" del 1972 esce poco dopo "Fragile" (altro gran bel disco degli Yes) : ricordiamolo. Gli Yes perfezionano le loro caratteristiche di grande rock band progressiva. L' album presenta vocalita' celestiale (Jon Anderson era chiamato : l'usignolo del rock), architetture sonore pulite e grandiose, strumentalita' di tecnica vertiginosa : tutto questo e' "Close to the Edge". La tecnica, questa volta e' meno assemblata fra gli strumenti, risulta meno complessa e le note sono piu' distese, a volte distillate.
"Close to the Edge" e' una lunghissima suite che presenta suoni di sentore bucolico, cinguettii e gocciolare d' acqua : cosi' si comincia. Poi il resto viene con naturalezza impressionante. Il brano risulta diviso in quattro parti, ma non ci si fa caso; tale e' l' omogeneita' e la coesione complessiva, la consequenzialita'. Epocale : "- I get up I get down" porzione straordinaria della suite con Anderson a livelli spaziali : qui Jon e' capace di reggere i toni acuti con naturalezza impressionante e senza cedimenti. A chiudere la suite una imponenza sonora che si smorza infine nella medesima delicatezza da cui era sorta.
Anche "And You and I" e' divisa in quattro parti, ma vale per essa, rafforzata, l' osservazione gia' fatta per "CloseÉ": non ci sono variazioni assai rilevanti di tema o di ritmo. E' un pezzo che si basa sostanzialmente sul dualismo fra chitarra acustica, nei passaggi piu' delicati, e tastiere, in quelli piu' grandiosi. Il brano, comunque, e' meno complesso e risulta maggiormente godibile.
"Siberian Khatru", che chiude l' album e' un brano assai mosso, dallo splendore sonoro abbagliante, quasi ipertrofico, in cui le tastiere si fondono mirabilmente con la sezione ritmica, sfoderando persino un timbro di clavicembalo.
Gli Yes del 1972 sfoderano una musica scintillante, dove non esiste un elemento da segnalare con maggior evidenza. Sorvolando i tecnicismi di Bill Bruford alla batteria o l' abilita' di Howe e Squire, merita di essere segnalato l' uso del timbro d' organo da parte di Wakeman il quale, nel complesso, lascia un' impronta piu' evidente qui che in "Fragile", impronta che rafforzera' nel triplo-live "Yessongs" del 1973. "Close to the Edge" e' un progressive rock bellissimo che, pur facendo della tecnica individuale uno dei suoi punti di forza, non eccede in virtuosismi gratuiti.
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