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Frank Zappa Hot Rats
1969 Rikodisc
Voto : 8+ .
brani
Peaches En Reagalia Willie the Pimp Son of Mr. Green Genes
Little Umbrellas The Gumbo Variations It Must Be a Camel
artist
Frank Zappa - chitarra elettrica, basso, tastiere, voce, percussioni, arrangiamenti.
guests :Captain Beefheart - armonica, tastiere, voce. Jean-Luc Ponty - violino, tastiere. Don Harris - violino.
George Lowell - chitarre. Ian Underwood - tastiere, clarinetto, chitarra, flauto, sax, piano, fiati.
Ron Selico - batteria. Max Bennet - basso. Shuggie Otis - basso, chitarra. John Guerin - batteria. Paul Humphrey - violino, batteria.
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Frank Zappa e' stato uno di quei musicisti, cosi' come Iggy Pop, Alice Cooper e David Bowie nei quali l'aspetto iconografico ha superato, a livello di conoscenza del personaggio, quello musicale. Frank Zappa utilizzava la trasgressione e provocazione con scientificita'. Ha rischiato il plagio per aver riprodotto in maniera personalizzata la copertina dei Beatles "Sgt Peppers" nel suo "We're only in it for the money" (successivamente cambiata); ha composto il brano piu' volgare della storia del rock scritto e cantato appositamente in italiano "Tengo la minchia tanta" nel LP "Uncle Meat" lanciato nel giugno del 1969; ha il record del numero di brani in un disco: 31 su "Uncle Meat" molti con lunghezza inferiore al minuto.
Dopo l'ottimo debutto del 1966 risultano sempre interessanti i dischi successivi fino a giungere al suo capolavoro "Hot Rats" che corre su due binari ben precisi: da una parte i brani dalla struttura rigida e ben definita; dall'altra lunghe suite basate su uno scarno tema che viene stravolto e storpiato in improvvisazioni.
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Frank Zappa "Hot Rats".
"Peaches En Regalia" e' un brano solare sapientemente miscelato con tastiere, chitarre, fiati, pianoforte che duettano molto spesso; il pezzo rimane in bilico tra pop, rock easy, classica con aspetti melodici parecchio orecchiabili. La chitarra mandolinata che esegue il tema principale del brano, l'autoironia che traspare dall'eccessiva pomposita' degli arrangiamenti, la sguaiatezza dei fiati a mo' di banda di paese, conferiscono al brano originalita' a piene mani.
"Willie the Pimp" presenta inizialmente la voce cavernosa, ruvida di Captain Beefheart che fa pensare a vecchi maniaci alcolizzati; il brano offre una ritmica eccezionale impreziosita da suoni ripetitivi; il brano e' lungo ed estremamente ben amalgamato dal punto di vista strumentale. Zappa alla chitarra disegna la melodia base, allontanandosi per improvvisare con l'effettistica, la distorsione, il wah wah. Nel brano intervengono ottimamente il violino di Harris e le percussioni di John Guerin.
"Son of Mr. Green Genes" offre tastiere e fiati inizialmente; quindi interviene l'ottimo sax di Ian Underwwood. La melodia disegnata e' molto bella. Il brano e' interessante anche per gli stacchi. Grande anche l'intervento della chitarra elettrica di Zappa.
"Little Umbrellas" e' un pezzo sostanzialmente jazz con tastiere ed organo a disegnarne la trama.
In "The Gumbo Variations" e' ancora Ian Underwood a salire sugli scudi finche' non prende il sopravvento il violino di Don Harris che si erge tra una nuvola percussiva notevole. Il violino cede il passo al solismo ruvido di Zappa e a quello tecnico di Paul Humphrey, per poi concludere in una esplosione d'avanguardismo jazzato fra i piu' esasperati.
"It Must Be a Camel" ritorna in primo piano la chitarra di Zappa dapprima solitaria poi esplosiva: il tutto accompagnato da sax e percussioni magistrali.
Per i puristi zappiani, questo disco costituisce una incursione nel mercato commerciale (peraltro sempre sbeffeggiato apertamente da Zappa). Ma "Hot Rats" contiene tutti gli ingredienti tipici del piu' ispirato Zappa: complessita' armonica e ritmica, arrangiamenti ricercati, e soprattutto una costante ironia. Componenti che saranno presenti nell'ottimo " ' " del 1974.
Tra il giugno 1969 e l'ottobre 1969 in Zappa e' successo qualcosa... musicalmente parlando... ha sentito l'esigenza di dimostrare che quando avesse voluto essere serio sarebbe riuscito anche a diventare uno dei piu' grandi chitarristi e compositori di musica del mondo.
In questo clima produsse "Hot Rats" album con pochi brani, molti dei quali strumentali; il primo album registrato da solo senza "The Mothers of Invention". "Hot Rats" fu tra i primissimi LP di sintesi musicale; in ogni brano infatti si possono notare elementi e ritmi presi dal Jazz, Rock, Musica Classica, Blues: miscelati tra loro. Questo disco e' traboccante di fresche idee compositive e di una innocente ironia pronta a scherzare con suoni e note.
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