Freak Out!
Mothers of Invention & Frank Zappa
Freak Out!
Mothers of Invention & Frank Zappa
1966 MGM

brani
Hungry Freaks, Daddy
I Ain't Got no Heart
Who Are the Brain Police ?
Go Cry on somebody else's Shoulder
Motherly Love
How Could I Be such a Fool
Wowie Zowie
You Didn't Try To Call me
Any Way the Wind Blows
I'm not Satisfied
You're probably Wondering why I'm here
Trouble every Day
Help I'm a Rock
It can't Happen here
Return of the Son of Monster Magnet

Voto : 8- .


I TESTI
DELL' ALBUM

Freak Out! - Mothers of Invention & Frank Zappa - MGM 1966

band
Frank Zappa - voce principale, chitarra elettrica solista e ritmica, piano, ed effetti elettrici ed elettronici.
Jimmy Carl Black - batteria, percussioni.
Ray Collins - voce, armonica, percussioni, xilofono, vibrafono, finger cymbals, kazoo.
Roy Estrada - basso e boy soprano.
Elliot Ingber - chitarra elettrica ritmica e solista.

Guests : vengono inseriti inoltre parecchi nomi (25) nella copertina interna come "The Mothers Auxiliary", ma non vengono specificati i loro ruoli musicali nelle tracce del doppio LP. Cio' che risulta palese, comunque, nelle note e' che tutto il lavoro compositivo e di arrangiamento e' di Frank Zappa.

Mothers of Invention & Frank Zappa "Freak Out!".

Fin dalla copertina di "Freak Out!" c' e' del nuovo ed originale. Davanti i Cinque in una foto ritoccata come se si trattasse di una vignetta fumettistica. Sul retro una domanda che poi e' una risposta ad una ragazza che aveva descritto poco bene (e maleodoranti!) i Freaks Mothers of Invention di Los Angeles. La domanda e' posta fumettisticamente sopra la testa disegnata di Frank Zappa che dice :"Suzy Creamcheese, what's got into you?".
Frank Zappa e' stato un artista difficile da seguire (morto il 4 dicembre 1993) e catalogare. Negli anni '50 aveva un amore ed una meta : amava il blues e voleva attraverso questo fare soldi in gran quantita'; anzi lo dichiarava sfacciatamente: "Voglio avere una mia band e fare soldi a palate". Le sue prime canzoni vanno oltre il semplice ausilio di una melodia. La sua musica fa subito a pezzi il tradizionalismo, non solo di costume. Quello che Zappa propone e' stravolgere il sistema dall' interno, per poi far si' che cambi anche all' esterno. Frank Zappa e' un genio assoluto, che non puo' essere circoscritto semplicemente sotto la voce di musicista, o di chitarrista : e' un artista, un innovatore, probabilmente l' innovatore per eccellenza del Rock. Basti pensare che questo disco d' esordio "Freak Out!" e' un doppio album. Una cosa arditissima per quegli anni. Registrato nel gennaio 1966, usci' per la MGM nell' agosto dello stesso anno e fotografa l' underground californiano di quegli anni. Un alto dirigente della Columbia Records defini' il prodotto poco commerciale. Beh, lo era ... e ... parecchio per l' epoca!

L' iniziale "Hungry Freaks Daddy" e' un rock leggero, ripieno di beat, con leggerissime vene psichedeliche dettate dall' uso percussivo del xilofono e con un umoristico kazoo. E' anche un diretto atto di accusa verso il sistema. I suoni sono ancora un po' acerbi, ma sono integri e la chitarra di Zappa si sente bella e grezzina anche sul fondo del brano. Piccoli rumori disseminati qua e la', quasi fossero jingle pubblicitari : creano un effetto volutamente fumettistico.
"I Ain't Go no Hearth" presenta un cantato a piu' voci che i Cream utilizzeranno pochi mesi dopo. Un brano dai colori funkeggianti dettati da un sapiente uso dei fiati. Un pezzo con una sequenza melodica simil-orchestrale in crescendo attraverso una ritmica poderosa ma non dirompente con effetti lagunari/palude inseriti in finale.
"Who Are the Brain Police ?" poggia su di un riff angusto e sinistro di basso con un tempo valzerato; il cantato e' sibillino, e si fonde in un bisbiglio fuso con dissonanze elettriche. Il tutto risulta avanguardistico soprattutto per quei tempi! Sicuramente un pezzo psichedelico ante litteram.
"Go Cry on somebody else's Shoulder" e' una canzone pop, un divertissement di tanti zuccherosi balli liceali anni '60 e '50, egregiamente ricreati attraverso perfette esecuzioni di voci e falsetti, cori nasali e neri, tutto all' insegna di un sentimento amoroso e di presa in giro.
"Motherly Love" e' una beat song rabbiosa, con chitarre rollingstoniane; e' spezzata da brevi intermezzi, fatti di gorgheggi, coretti e bozzettistici sonorita' del kazoo.
"How Could I Be such a Fool" e' un bel pezzo con accennate sonorita' soul, con un Zappa ora serio che trascina il pezzo in una sentimentale pop song colorata anche da una bella tromba.
"Wowie Zowie" viene dominato melodicamente dal xilofono e da un limpido riff chitarristico con un cantato sardonico, fatto anche di coretti, e supportato da un tappeto ritmico a base di rock'n'roll e ritornelli rumoristici, popolati da gags cabarettistiche, con voci gay che entrano brevemente fra i solchi del brano.
"You Didn't Try To Call me" apre con una chitarra gioiosa che detta la ritmica del brano; improvvisi i cambi di ritmo e veloci i stacchetti fiatistici; la song si arricchisce di melodie opposte, ora pop ora rock ora soul. Il gioco ad incastri che tanto piace a Zappa.
"Any Way the Wind Blows" e' una pop song gracile ancora spezzettata dalla chitarra in battere e dalle percussioni del finger cymbals suonate da Ray Collins. Una gradevole canzoncina anni '50.
"I'm not Satisfied" si muove con un piano liquido in sottofondo sopra il quale contrasta il cantato di Zappa, con grotteschi vocalizzi ed atmosfere di sapore beat'n'roll soul. Ottimo il finale fiatistico.
Con "You're probably Wondering why I'm here" e' una surf-pop song molto leggera e soffusa, che l' umorismo velenoso di Zappa disturba un tantino...
"Trouble every Day" : gran bel pezzo ed originale. L' armonica lamentosa di Ray si mescola per una parte della song ad un cantato diretto, un rap ante litteram. Le sovraincisioni delle chitarre elettriche sono avvolgenti e ripetono la stessa melodia fino alla fine. La ritmica e' duretta ed incisiva (per quei tempi!). Quasi un rap primordiale con il suo incedere perfetto. Sicuramente un brano pietra miliare per canzoni successive fatte da tanti altri artisti. Finale ancora piu' movimentato ritimicamente con l' armonica a rientrare tra i solchi.
"Help, I'm a Rock" e' monotizzato da basso e chitarra che procedono paralleli. Il cantato fuori fase con gorgeggi, rappate, urletti, ipnotismi, sospiri e canti mantrici : risulta antipatico. Comunque un pezzo orginale ma non bello. Dedicato ad Elvis Presley.
"It Can't Happen here" ha una iniziale mescolanza di voci stonate, un linguaggio amorfo, che si spegne non appena entrano gli strumenti lasciati in piena liberta' di spaziare in ambiti free-jazz. Ancora voci e mormorii giungono e rendono il brano originale ma non (purtroppo) piacevole.
"The Return of the Son of Monster Magnet" e' una gigantesca (per l' epoca) suite di 12 minuti, con suoni spaziali e ritmica solitaria senza l' ausilio di un accompagnamento melodico. Una song acida che presenta tribalismo eccentrico e confusionario, sperimentazione e rumorismo, vocalizzi strambi, uso del pianoforte altrettanto fuorviante. Una suite che anticipa cio' che sentiremo nei Faust e nei Can con maggiore vigore qualche anno dopo.

"Freak Out!", 1966, e' il geniale e fondamentale album d' esordio di Frank Zappa e del suo gruppo. Attraverso melodie intriganti, collagiate, subdole ed ammiccanti, rock, soul, funkeggianti, blues, pop, Zappa cita frasi rivoluzionarie. A modo suo, Zappa & Mothers of Invention, sono stati precursori di un svariato numero di generi musicali soprattutto avanguardistici. In "The Return of the Son of Monster Magnet" oltre gia' ai citati Faust e Can si odono echi/temi ben precisi che i Pink Floyd svilupperanno magistralmente nella parte in studio di "Ummagumma" del 1969. Zappa anticipa anche il movimento anarcoide nei testi e nei live; movimento che di li' a qualche anno verra' catalogato sotto l' etichetta Punk.
"Freak Out!", 1966 e', dunque, disco fenomenale, ma non bellissimo in toto. Un doppio LP, veramente : un atto di coraggio. Solo Bob Dylan nel 1966 aveva osato tanto con "Blonde on Blonde".
"Freak Out!" non va visto attraverso ogni singola canzone che lo compone, ma nella sua completezza. "Freak Out!" del 1966 e' un disco che non esaurisce il proprio messaggio dopo un certo numero di ascolti, racchiudendo in se' una miriade di colori e sfumature che sorprendono ancor oggi : terzo millennio.
Frank Zappa e' stato un artista integro ed onesto, che ha percorso strade musicali sempre tortuose e che in molti casi non sono state capite subito. Giudicate troppo innovative, troppo fuori dai canoni della canzone. Zappa e' stato un pioniere del Rock, uno dei pochissimi. Un Originale a tutto tondo!
Per concludere, una menzione speciale per quella prima fantastica formazione che rispondeva al nome di Mothers of Invention capitanata da Frank Zappa che vedeva Ray Collins alla voce e fiati e percussioni, Jimmy Carl Black alla batteria, Roy Estrada al basso, Elliot Ingber alla chitarra ritmica e solista.

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pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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