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Si dice, erroneamente, che parlare di se stessi e' quanto piu' difficile esista per uno che scrive per hobby o per professione. Perche' chi scrive di se' potrebbe nascondersi dietro una sorta di autolimitazione o di falsa modestia. O al contrario di Egocentrismo.
Io credo che nemmeno Dio, ci conosca quanto Noi stessi. Egli ha da fare con miliardi di persone e cose 24 ore al giorno da milioni di anni, anzi da miliardi di anni... E' probabile, percio', che tutta questa vigilanza su di Noi, in Prima Persona od attraverso l' Angelo Custode, non La possa avere... totale... E che qualcosa sfugga e/o sia sfuggita pure a Lui ed al Nostro Angelo Custode. Altrimenti come spiegare tante schifezze umane che ci sono nel Mondo. Possibile che Nemmeno l' Angioletto che ci segue come un' ombra per tutta la Vita non sia riuscito a fermare i pensieri dementi di criminali, assassini, truffatori, spacciatori, ecc. ecc.
Quindi, ritengo, che Io possa scrivere di Me in Prima Persona conoscendomi meglio di Qualsiasi altra Persona o Divinita'. Lo faccio : senza descrivere quanto si pensa di Me o si immagina di Me.

L' Albero Genealogico dei Corazza
Nel 1987 un signore di Trento, che stava lavorando all' albero genealogico dei Corazza di Cavarzere (Ve) per conto di alcuni miei cugini alla lunga brasiliani, si mise in contatto con me, dapprima per lettera, quindi per telefono. Mi spedi' alcuni grossi fogli in A3 e mi fu facile risalire ai miei bis-bis-bis ... Nonni.
Cavarzere con Cassino e' stata la cittadina piu' distrutta d' Italia dai bombardamenti americani; inoltre l' alluvione del Po del 1951 spazzo' via quanto rimasto negli archivi del Comune e della Curia.
Secondo questa ricerca genealogica (parziale per questi motivi) e' esistito un mio antenato nato poco prima del 1800, piuttosto passato prossimo quindi, di nome Corazza Francesco e del quale non ho notizie precise; ma so che ha sposato Teresa Orlandin, nata nel 1800 circa. Francesco e Teresa hanno avuto un unico figlio di nome Napoleone, nato nel 1834 (dato attendibile) e morto il 28 dicembre 1917. Napoleone ha sposato Nicoletta Piva, nata il 5 giugno 1856, ma non conosco la data della sua morte. Napoleone e Nicoletta hanno avuto 11 figli. Si usava anni fa ... !
Il ''ramo'' dal quale discendo Io e' quello di Antonio Corazza, nato il 26 maggio 1862 e morto ... (ma...?). In prime nozze Antonio, mio bisnonno, ha sposato Agnese Quaglia con la quale, (sembra) non siano nati figli. In seconde nozze Corazza Antonio ha sposato Lucia Zamana ed hanno avuto 8 figli.
Tra questi otto fratelli : ecco mio nonno : Ernesto Girolamo Corazza, nato il 28 maggio 1897 e morto il 10 maggio 1938. Mio nonno Ernesto Girolamo (che viveva alla giornata con lavori saltuari) ha sposato mia nonna Teresa Salmin, nata pressapoco anch' essa nel 1897, vedova giovanissima del precedente matrimonio. Teresa, all' epoca della sua unione con Girolamo, aveva una figlia di nome Maria nata il 22 settembre 1916.
Con Teresa Salmin, mio nonno Girolamo ha generato quattro figli : Felice Arrigo, nato il 31 agosto 1925; Dante (mio padre), nato il 24 maggio 1930; Gastone Aldo, nato il 7 maggio 1932; Luciana, nata il 25 ottobre 1938.
In quei periodi di pochissimi soldi, poco cibo da mangiare, di parecchi stenti e di malattie infettive e virali che erano terribili e mortali, mio padre Dante perse a distanza di pochi anni : il padre, ovvero mio nonno Girolamo il 10 maggio 1938, mio zio Gastone Aldo il 20 giugno 1943, mio zio Felice Arrigo il 7 luglio 1943, e sua madre Teresa (mia nonna) nel 1945.
Credo che dopo quattro terribili lutti in soli otto anni Dante abbia perso ogni possibile Credo e Contatto : sia con la Religione, sia con Dio. Mio padre divenne, gia' da ragazzino, un ateo convinto :
a) della non esistenza di un Dio Benevolo con le Sue Creature meno abbienti;
b) del fatto che l' Umanita' fosse destinata alla sofferenza. A meno che non si nascesse in ambienti ricchi o ricchissimi.
Pero', devo dire che non l' ho mai sentito ne' bestemmiare, ne' urlare una parolaccia.
Ritengo, comunque, che l' avere seppellito quattro familiari in appena un decennio abbia condizionato (di molto) il suo carattere chiuso ed introverso. Negli anni bisognava capirlo al primo ascolto altrimenti non ripeteva alcuna parola.
Subito all' indomani della perdita della mamma (mia nonna), mio padre Dante e mia zia Luciana andarono a trasferirsi nella casa della sorella Maria che nel frattempo si era sposata con mio ''zio'' Furio.
Erano anni difficili, c' era stata la bruttissima seconda guerra mondiale con tanti stenti, poco mangiare, poco scaldarsi, poco vestirsi, che compresero anche l' elemosinare qualche centesimo di Lira per strada e qualche vettovaglia.
Ben presto mio padre inizio' a lavorare saltuariamente, come manovale. Dopo qualche ragazza di passaggio si fidanzo' con Crepaldi Franca (mia madre) che abitava due piani sopra; quindi parti' per il Belgio per fare il minatore; al suo ritorno a Cavarzere (Ve), decise di sposare mia mamma nel febbraio del 1955 ed insieme andarono ad abitare a Cinisello Balsamo (Milano).
La' si trasferi' anche mia zia Luciana pochi anni dopo. Si sposo' piu' tardi ed ebbe nel 1969 mia cugina Ombretta. Che oggi considero la mia unica e vera cugina proveniente dal ramo di mio padre, in quanto coi figli ed i nipoti di zia Maria, la sorella maggiore di mio padre, ed il marito, lo "zio" Furio, non sono mai esistiti : molta simpatia, ne' frequentazione gradita, ne' ricerca cordiale. Qualche saluto, quello si' : ma poco altro.

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Tutto su Mia Madre ... O quasi ...

  
Nelle due foto : mia mamma a 20 anni ... ed io a 1 anno.

Mia madre, donna minuta ma grandissima lavoratrice, era gia' sarta, con un viso bellissimo, due occhi verdi e capelli scuri mossi-ondati e lunghi. Con l' emigrazione dal Veneto alla Lombardia, cambio' ben presto il suo lavoro. Dapprima commessa e proprietaria di una latteria (messa in piedi con mio padre), quindi con le stesse mansioni apri' una rivendita di vino, sempre con mio padre.
Gli affari non andarono bene. Ne' con la latteria e nemmeno con la vineria. Intanto nasceva mio fratello Luciano Ernesto Corazza il 22 novembre 1955. Morto ben presto di gastroenterite appena otto mesi piu' tardi : il 21 luglio 1956. E' seppellito al Cimitero di Cinisello Balsamo (Mi) nei sotterranei cimiteriali.
Mia madre ricorda che ne' il medico ma nemmeno l' Ospedale furono chiamati subito quando Lei si accorse che Luciano gia' stava male. Aspettarono troppo a causa del carattere di mio padre sempre schivo a chiamare gente, anche in caso di bisogno, e sempre pronto a cercare di risolvere tutto da solo e di testa sua! Cosi' mio fratello mori' la mattina del 21 luglio 1956.
Credo di non dover accusare l' ignoranza di entrambi! E' andata cosi'! E' certo che questo carattere di mio padre ha condizionato (e parecchio) anche le fasi successive di vita familiare : sia di mia madre che mie. Con scelte personali, decisionali, senza mai contradditori.
Mio padre riprese a fare il manovale prima ed il muratore poi. Iniziarono per mia madre anche nuovi lavori. Quello che maggiormente ricorda con nostalgia era presso l' impresa di pulizie della Rai (di allora) con la sede principale a Milano in via Mazzini che Le permise anche di conoscere qualche attore di quegli anni che gia' lavorava per la Rai.
Tra mio padre e mia madre, entrambi con la Quinta Elementare di istruzione, la disparita' culturale e' sempre stata ampia. Mio papa' negli anni '70 prese anche la Licenza di Terza Media. Dante ha sempre amato la lettura dei giornali, dei libri, delle riviste. Mia mamma aveva letto solo fotoromanzi. E non lesse piu' altro. Un fatto, questo, che Le ho anch' io spesso rimproverato : ovvero che riuscisse a dedicarsi anche alla sua cultura personale con lo stesso vigore e passione che aveva per ago, forbici, filo e macchina da cucire.
Io ? Quando entro in scena ?
"Beh : c' e' ancora da scrivere di Mia Mamma."

Crepaldi Franca era parte attiva, prima di sposarsi, di una bella famiglia patriarcale/matriarcale : quelle di una volta. Oltre a fare la sarta, si occupava, gia' da ragazzina, di tenere in ordine la casa, di lavare e di stirare e di rammendare il vestiario o di farlo ex novo con qualche metro di stoffa : per se' e per la sua famiglia.
Ha vissuto al civico 3H di via Rosselli a Cavarzere, fino ai 25 anni, con un padre straordinario : mio nonno Crepaldi Angelo Evaristo, nato nel 1901 e morto nel 1964. Angelo era un grandissimo lavoratore anch' egli, che pur di non farsi la tessera del Partito Fascista, lui Socialista convinto (non come oggi ...), preferi' spaccarsi la schiena scaricando e caricando carriole di materiali vari : per guadagnarsi la giornata e mantenere la propria famiglia. Nei primi anni del Dopo Guerra mio nonno, come moltissimi cittadini cavarzerani della sua epoca, ando' a lavorare nella Distilleria di Cavarzere. Si ammalo' nel 1964 disinteressandosi totalmente di andare dal medico di famiglia e quando venne ricoverato in Ospedale era troppo tardi. Mia mamma arrivo' di corsa col treno a Cavarzere da Cinisello e non ebbe il coraggio di entrare nella sua stanza di morte.
Franca amava parecchio mio nonno, piu' di sua madre alla quale rimproverava gia' da giovinetta, di trascorrere troppo tempo a chiacchierare sotto casa o per strada con i coinquilini piuttosto che occuparsi della casa e dei figli maschi.
Mia nonna Denzio Giuseppina, classe 1904, era la matriarca casalinga che allevo' i 5 figli che nacquero a breve distanza, uno dopo l' altro : Bruno (nel 1923), Giuliana (nel 1926), quindi Franca (1928 - mia madre), poi Giancarlo (1935), infine Giorgio (1940).
Tranne zio Giancarlo tuttora vivente, e zio Bruno morto pochi mesi dopo di mio nonno nel 1964, gli altri tre fratelli si sposarono ed ebbero altrettanti figli.
Zia Giuliana ebbe tre figlie : Adelina, Adriana, Serenella. Tutte viventi. Lei mori', grande donna, nel dicembre del 1990.
Zio Giorgio ebbe due figli maschi : Massimo e Renato Paolo; ed una figlia di nome Monica.

Nella foto qui sotto alcune "mie" "cugine" ...
          
No... non sono mie cugine... ma mi piacerebbe Tanto ... fossero Tutte ... le Mie Cuginette...

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