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 Raccomandiamo la lettura ad un lettore adulto 




GABRIELE LUERCO

M

IO MARA, ED IL CONTRO-TRANSFERT

2 giugno 2003 ore 20,15
I miei genitori sono in pensione entrambi. Da tempo manifestano la voglia di tornare a Colle Lombardo. Ho gia' presentato richiesta di licenziamento alla Diesel per occuparmi a tempo pieno del loro negozio di "Stoffe e Ricami" qui a Magrate.
Nella attivita' di psicologa di mia sorella Marianna un ruolo particolare l' ho sempre svolto anch' io : fin dal suo primo paziente a pagamento. Quello del contro-trasfert, ovvero il processo nel quale lo psicologo, l' analista, ''riversa'' i fatti e le angosce ascoltati nello studio : al di fuori dal colloquio avuto con il paziente. Spesso con il consorte o con i familiari.
Insomma il contro-trasfert mia sorella l' ebbe con me da subito nello svolgimento della sua professione.
Quindi conosco tutti i casi che Marianna ha affrontato con l' analisi e la cura farmacologica associata, spessissimo, con la mirtazapina e l' alprazolam.
In questi anni di quieto vivere qui a Magrate ho inoltre scoperto la passione della musica e della lettura. Sto in questi giorni terminando di leggere "Tom Jones" di Henry Fielding, un librone di circa 900 pagine della meta' del 1700 (1749 per la precisione). Il libro precedente che ho letto non gli era da meno :"Il Circolo Pickwick" di Charles Dickens.
Ho amici ed amiche che mi dicono : "A cosa serve leggere libri di secoli fa!". Ovvia la mia contro-battuta :"Mai sentito parlare di piacere di leggere ? Di Cultura ? Di personaggi che hanno dato vita a dei capolavori ?"
Oggi mi sta balenando una certa idea ... Mettermi a scrivere pure io ...
Lo ha fatto anche Giorgio Faletti con il bellissimo "Io Uccido". E guarda che successone che ha avuto.
Di cosa tratterebbe il mio libro ? Di Donne ? Cosa pensano ? Cosa cercano negli uomini ?
Dal 1995 fino ad oggi Marianna ha avuto in analisi diverse donne. Un bel test. E' probabile che quando una donna decide di rivolgersi ad uno piscologo cerchi la figura femminile per essere meglio compresa. Almeno cosi' ritiene.
Non sarebbe il mio caso se io facessi la psicologa. Personalmente ho poca stima di quelle donne che vivono e soffrono a causa di un uomo ... Che sebbene conoscano tutte le bruttezze comportamentali e verbali dei loro compagni, facendosi anche paranoie assurde, non riescono in alcun modo a distaccarsene...
Ho scoperto, in effetti, che manie ed ossessioni femminili avvenute durante e dopo la separazione dal proprio partner rasentano la cretineria assoluta.
Piu' di qualche volta con Marianna ho detto :"Ma mandala a casa. Dille che e' finito tutto e che pensi ad una nuova storia."
Marianna :"Fosse cosi' facile, come pensi tu. Non farebbero passare giorni e settimane prima che si decidano a farsi aiutare da una psicologa. E' molto lungo il percorso di una donna che decide alla fine di rivolgersi a noi : quando ormai e' gia' parecchio malata!"
Cosi' questa serie di contro-trasfert con mia sorella mi porta a ricordare alcuni casi piuttosto singolari che traccero' per sommi capi e che mi prometto in un futuro non lontano di particolarizzarli in un libro tutto mio : LE DONNE LO SANNO!

1995
Daria era la signora del paese piu' in vista : una morona ben formosa, con venti anni di matrimonio alle spalle ed un bambino di quindici anni. Ma aveva anche il piccolo difetto di avere un amante da circa 22 anni. Esatto da prima ancora del matrimonio. Ovvero una vera storia d' amore. Ma : si era fidanzata con il piu' ricco del paese da subito, si era sposata con il piu' ricco del paese; ma era stata sempre innamorata del piu' bello del paese. Quest' ultimo, anch' egli sposato, con un altra donna, ma abile nel tenere sempre in piedi per 22 anni la sua relazione con la signora Daria. Alla fine del 1994 il boom. Il marito di Daria scopre la relazione. Eh gia' ! Una semplice lettera anonima ed il via a qualche pedinamento da parte di una agenzia di Padova. Insomma le prove arrivano. Scoppia il finimondo. Tutto il paese non parlava d' altro. A febbraio 1996 Daria arriva da Marianna. Piangeva sempre. Voleva ricostruire il suo matrimonio. Quello che io e mia sorella pensavamo era che voleva tornare a fare la ''signora''. Marianna la aiuto' e parecchio. Ricordo Daria che la cercava al telefono, inizialmente : a qualsiasi ora e quasi tutti i giorni. Cercava solidarieta' femminile. Era difficile dargliela. Ma Marianna e' una buona. Entro' in terapia nel 1995 e ne usci' nel 1999 ad aprile. Si e' trovata un nuovo compagno e che Dio aiuti tutti e due!

1996
Aveva 21 anni quando venne da Marianna. Iride a 17 anni si era innamorata di uno sposato di 28 anni. Quando lo sa non molla tutto. Ne parla ad amici ed anche alla madre. Ma non lo molla. La sua vita diceva "e' uno schifo!" e non trovava altro di meglio per se' che continuare a vederlo nelle domeniche serali : quando lui (il bastardo! questo lo dico io) diceva alla moglie che andava al bar a vedere la partita di calcio che trasmettevano solo alla Tv a pagamento. Usciva, diceva, per stare con gli amici del bar. Invece correva da lei, da Iride. La andava a prendere a cento metri da casa e dato che Iride abita (ancora) su una stradina che corre parallela al fiume : la caricava come una puttana. Faceva altri cento metri di strada. Poi lo stop della vettura. E la scopava li'. Poi fazzoletti fuori dal finestrino e ... nemmeno un preservativo. Iride diceva a se stessa che voleva un figlio da lui. Cosi' lui avrebbe lasciato la moglie che non amava ... diceva Iride. Capito a che punto puo' innamorarsi follemente una donna ? Al primo taglio di lui dopo tre anni di questa storia : eccola in crisi. Iride inizia a bere per stordirsi. Prende i tranquillanti della madre. Pensa ad un suicidio in macchina, ma distrugge solo l' auto e lei ne esce illesa. La storia con lo sposato bastardo riprende ancora per poco. Per pieta' di lui verso lei. Ma dura pochissimo. Lui si stufa nuovamente e lei minaccia piu' volte ancora il suicidio. Ed entra in analisi dopo ripetuti inviti della madre, piu' disperata della figlia, che la convince a farsi aiutare da una psicologa. In fondo, dice Iride, per lei stare con uno sposato o meno non ha alcun significato : basta che le piaccia. Iride termino' la sua analisi e la sua cura quasi due anni dopo. Aveva cambiato totalmente look. I capelli lunghissimi erano cortissimi. Il biondo era diventato nero. Il viso prima senza trucco, ora era ben dipinto.

1997
Claudia e' uno di quei casi nei quali l' analisi le ha giovato parecchio. E presto. Nessun farmaco aggiunto. Solo analisi. E' venuta da mia sorella nel febbraio del 1997. Aveva 35 anni ed una storia sentimentale parecchio confusa. Litigava spesso con il suo compagno per i tradimenti ripetuti subiti. Una ragazza parecchio intelligente, filiforme, taglio a caschetto castano chiaro. Ma quello che doveva risolvere era la sudditanza psico-fisica nei contronti di una madre grande e grossa che la dominava fin dall' infanzia. Non era mai stata capace di dirle niente delle sue storie sentimentali e di sesso. Dopo soli tre mesi di analisi Claudia affronto' la madre una notte nella quale doveva parlarle per forza. Una decisione importante : voleva andare a vivere con l' uomo che amava. Un 50enne di circa 15 anni piu' grandicello di lei, dall' aspetto giovanile, che aveva conosciuto nel Comune nel quale lavorava anche lei. Lui era capo-ripartizione del settore demografico. Lei segretaria del sindaco.
Riusci' ad affrontare la madre quella notte e due giorni dopo venne a salutare mia sorella dicendo che con l' analisi avrebbe chiuso. Ringraziandola. Arrivo' ad ottobre del 1997 una cartolina dalla Grecia firmata da lei e dal suo compagno. C' era scritto :"Ci siamo sposati e siamo in viaggio di nozze. Sono anche incinta di due mesi!". Marianna mi disse facendomi vedere la cartolina :"Vedi Mara : a lei l' analisi e' servita solo per trovare il coraggio di due sole scelte fondamentali. Ha parlato a sua madre di come vivesse quasi terrorizzata il suo rapporto mamma-figlia. Ha poi dato al suo compagno un ultimatum :"O viviamo insieme e scegli me o cosi' non andiamo da nessuna parte."

1998
Donatella si presento' da mia sorella nell' aprile del 1998. Sposata e divorziata, un tantino sovrappeso. Da mesi aveva cominciato a prendere sonniferi per dormire : dapprima a causa di lavori part time a tempo determinato; poi per domande di assistenza economica presentate al comune di Magrate a ripetizione che non ricevevano risposta positiva. Quindi incremento' l' uso dei sonniferi con la massima dose (ed a volte anche di piu') quando scopri' da un diario che la figlia 16enne aveva tendenze lesbiche. Ovvero amava una sua amica e compagna di classe. Donatella confessava che il dormire cosi' profondamente le allontanava i pensieri funesti. Donatella entro' in dipendenza da sonniferi nel giro di pochi mesi e si rivolse a Marianna perche' la aiutasse. A questo punto Marianna sostitui' il sonnifero con la mirtazapina ed i benefici su Donatella si videro ben presto. Ando' quindi a scalare la dose del farmaco. FIno a quando dopo sei mesi Donatella con ''una punta'' di mirtazapina riusciva ad addormentarsi. Marianna allora fece il passo successivo. Le preparo' un simil-mirtazapina in una scatola dose-omaggio simulandone un dosaggio piu' giusto. In realta' le piccole pastiglie contenevano dell' amido-''placebo''-zucchero. Donatella si addormentava lo stesso. La nuova cura ando' avanti per un paio di mesi fino a quando Marianna le disse : "Donatella sei guarita e disintossicata totalmente da qualunque farmaco." Donatella non ci credeva.
"Ma come : se prendo ancora la mirtazapina. Poca ma la prendo."
"Non proprio. Non e' un farmaco quello che stai prendendo da due mesi. E' un placebo."
Donatella non ne era convinta. Marianna apri' una confezione davanti agli occhi di Donatella e si mise in bocca quattro pastigliette. E le degluti'. "Sono caramelline di amido e zucchero."
"Posso chiederti perche' lo hai fatto?"
"Dovevo essere sicura che il tuo sonno non dipendesse da una sostanza ma che il tuo fosse piu' un rituale pre-sonno. Sei guarita. Fatti una camomilla alla sera prima di dormire. Una tazza piccola con un unico filtro e vedrai che dormirai lo stesso. Ed abituati all' idea che l' omosessualita' di tua figlia non puo' toglierti il sonno. Puo' essere solo una cosa scolastica. E niente di piu'. Quando lei vorra' parlartene torna. Se vuoi."
Donatella non venne mai piu'. Miglioro' il suo aspetto fisico con una ottima cura dimagrante.

1999
Nicole perse la verginita' con un ragazzo di 25 anni che aveva anche la bella abitudine di farsi di eroina. Le aveva 18 anni quando accadde. L' amico del cuore, innamorato di lei, la consola e la tratta con dolcezza. Lei un anno dopo ricambia : si mettono insieme. Hanno, qualche anno piu' tardi, una bimba : oggi 12enne. Ma quella prima volta Nicole non le e' mai uscita dalla testa e nemmeno lo sverginatore-drogato. Infatti dopo pochi anni dal matrimonio, circa sei, rintraccia il suo primo amore e decide di confessargli quello che ha in testa. Le racconta di quella prima volta. Di come avesse vissuto malamente il distacco dell' imene e del sangue successivo. Lui le dice di non ricordarsene nemmeno tanto era nell' orbita della tossicodipendenza. Fatto sta' che lei non arriva mai all' orgasmo con il marito e crede (sicura) che se non riprova con quel suo primo amore in maniera decente un' altra volta non potra' mai togliersi questa ossessione. Ne nasce ovviamente una tresca che non risolve il caso dell' orgasmo. Infatti mia sorella ha dovuto convincerla con tutta la dialettica possibile che l' orgasmo lo poteva avere con suo marito tranquillamente senza tutte quelle prove extra-coniugali.
Nicole ha voluto raccontare tutto a suo marito. Naturalmente e' avvenuto lo sfascio di due famiglie. Nicole si e' messa per un po' di tempo con il suo primo amore e non ha funzionato. E come dice Marianna : l' analisi aiuta le persone a trovare una lora strada : giusta o sbagliata sono scelte comunque soggettive.



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