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GABRIELE LUERCO
M
IO MARA, ED IL CONTRO-TRANSFERT 2
13 giugno 2005 ore 20,05
2000
Mirta. Che bella storia degli anni moderni... Fu la prima che Marianna incise su nastro con un registratore anziche' prendere appunti con la penna sul suo grosso block notes.
Arrivo' la madre per prima da Marianna. Ci venne a luglio.
"Non so piu' come tenere mia figlia a freno. Da quando ha sedici anni ha cambiato decine di ragazzini e ragazzi. Esce ormai quasi tutte le sere e torna che e' quasi giorno. Cosa devo fare ? Io e mio marito siamo disperati. Lui non la sopporta piu'. Ho anche un figlio di tre anni piu' grande di Mirta. Ma e' piu' tranquillo. Ha una fidanzata da ormai sei anni. Tanto bravo. Lavora con suo papa'. Ed anche Mirta. Cosa posso fare ?"
La donna era proprio in uno stato pietoso.
"La porti qui. Le fisso un incontro per martedi' prossimo. Ma guardi che con sua figlia devo parlare sola con lei."
Mirta fu puntuale all' appuntamento. Era una bionda molto carina. Alta, carnagione chiara. Un po' abbronzata alle gambe. Poco trucco. Tranne attorno agli occhi : verdi. Pantaloncini e maglietta ricamata. Bel seno. Come non poteva piacere ai ragazzi!
Mirta si adagio' sulla poltrona. E racconto' di se stessa per ben poco. Diceva che stava bene e che cambiare ragazzi frequentemente per lei era un gioco. Diceva : quanto fosse bello vivere spensieratamente la sua eta' : 21 anni. Bla, bla, bla.
Quando ebbe finito Marianna le disse solo :"Va bene. Quando non si vuole avere una storia importante esiste anche una spiegazione affettiva. Un piccolo disturbo della sfera affettiva. Ma questo dipende solo da lei : se le va di parlarne. E quando."
"Non so cosa voglia da me mia madre. E non so cosa possa io dire ad una psicologa che non conosco. Ma non credo di avere dei problemi. Sono venuta solo per fare contenta mia mamma."
Mirta, pero', torno' alla fine di settembre con una amica. Una morettina graziosa che si presento' dicendo di chiamarsi Renza. Era un sabato. Suono' il campanello e disse di cercare la signora Marianna. E che era importante. Aprii io. Le due ragazze entrarono.
Marianna le fece accomodare nel suo studio.
Dissero che una loro amica temeva di avere contratto l' Aids da un rapporto sessuale non protetto. Marianna capi' immediatamente. Consiglio' un semplice esame del sangue. C' era un solo problema lo zio di "questa amica" lavorava proprio all' ufficio ritiro-esami.
"Accompagnate la vostra amica a Padova..." - le indirizzo' mia sorella.
"Si, ma prima deve farsi l' impegnativa dal dottore. Ed il suo dottore e' cugino del padre." - disse la morettina.
"Bella situazione." - affermo' Marianna.
Marianna penso' un attimo e quindi scrisse un biglietto. Lo chiuse in una busta intestata. E lo diede alla morettina, Renza.
"Presentatevi con questo foglietto dal dottor Michielini. E' a Padova. Ospedale Civile. Reparto Infettivo. Poi sappiatemi dire."
Trascorse un altro mese. Marianna aveva chiamato Michielini per avvertirlo della situazione delicata.
Una Mirta piangente telefono' a Marianna il 30 ottobre 2000 alle ore 14. Era domenica. Chiamo' dal suo telefonino. Disse :"Mi hanno trovato positiva al test del HIV. Sono due giorni che non dormo e piango. Cosa faccio ? Come lo dico qui in casa ?"
"Vieni qui tra un ora." - le suggeri' Marianna che aveva, comunque, saputo tutto da Michielini solo un paio di giorni prima di Mirta.
Era passata subito al tu.
Quando Mirta si sedette non fece altro che singhiozzare sulla poltrona. Ripeteva :"Ecco e' Dio. E' colpa mia. Delle mie storie di sesso. Dio mi ha punito. Lo sapevo. I soldi ... La mia amica ... Tutto facile ..."
Marianna la lascio' sfogare.
"Questo fatto lo devi raccontare in casa. Prova con tuo fratello, magari prima. Non ti devi preoccupare. Oggi non e' come negli anni '80. I farmaci sono enormemente migliorati. Dovresti comunque parlarne anche con il partner che ti ha contagiato."
"E chi lo conosce. Ne cambio uno ogni 15 giorni del quale spesso non ricordo nemmeno il nome di battesimo. Conosciuti e piaciuti in discoteca. Cosa racconto a casa ? Cosa racconto ..."
"Mirta : ma dovresti pur ricordarti con chi hai avuto rapporti sessuali non protetti."
"Il primo lo faccio sempre con il preservativo. Ma il secondo no. Dicono che ormai ci conosciamo ... ''fidati!'' ed io mi fido. Da stronza. Mi fanno dei regali ... mi danno di piu' ..."
Marianna fece dei lunghi respiri nell' ascoltare quella storia. Stava comprendendo qualcosa di grosso.
"Io posso aiutarti sul piano psicologico. Per quella malattia devi rivolgerti ad uno specialista. Torna dal dottor Michielini. Vedrai che sapra' aiutarti nello specifico della malattia."
Marianna lascio' che Mirta si calmasse del tutto. Poi la accompagno' al cancello. La saluto' con una carezza sulla nuca dicendole :"Vedrai che tutto si risolvera' per il meglio."
Mirta torno' da Marianna nel febbraio del 2001. Aveva iniziato gia' da qualche mese la cura farmacologica per curare l' Aids. Era un tantino dimagrita. Ma sempre una bellissima ragazza. Lavorava a Padova, disse. Se n' era andata da casa e si era trovata un appartamento insieme con la sua amica morettina, sempre a Padova. Disse inoltre che poteva permettersi un appuntamento alla settimana. In quei pochi mesi aveva tenuto informata Marianna con delle email circa la rivelazione in famiglia della sua malattia. Suo padre divenne muto con lei. Sua madre piangeva sempre. Suo fratello era l' unico che poteva capire ... e con il quale si era confidata profondamente.
Mirta se ne ando' di casa alla meta' di novembre del 2000.
Marianna, nei bigliettini da visita, aveva fatto stampare anche il suo indirizzo email. Sapeva che le persone, a volte, preferiscono la lettera ai colloqui : per confidarsi maggiormente.
Sapeva che le persone, prima di andare a rivolgersi da uno specialista, affrontano dentro se stessi tutta una serie di conflitti. E solo alla fine di queste loro personalissime analisi : decidono (quando e) se e' il caso di ''farsi aiutare''.
Mirta prese coraggio solo dalla malattia : l' Aids.
Entro' in terapia dicendo che cercava un aiuto psicologico a questa malattia. Ma nel corso degli incontri emersero alcuni fatti sconvolgenti.
Mirta racconto' che il padre fin da quando lei aveva undici-dodici anni la sbirciava in modo strano quando si vestiva o si spogliava nella sua cameretta. Che voleva aiutarla a vestirla. Che la toccava sui seni appena sbocciati dicendo :"E queste tettine di chi sono. Le ha fatte mamma e papa'. " Insomma : uno strano rapporto di genitore, diceva Mirta. Che non ando' mai oltre ma ...
In una successiva seduta Mirta racconto' che qualche anno piu' tardi, quando lei inizio' a truccarsi un pochino come facevano anche le sue amiche, aveva sentito la madre discutere animatamente con il padre. La lite verteva circa il modo sbagliato con il quale Mirta veniva ''tirata su'' (educata, in sostanza). Lei aveva appena 15 anni. "Lei dai troppa liberta'... Va gia' dove vuole il sabato e la domenica... Qui telefonano i ragazzi ad ogni ora... Non vedi che stai crescendo una puttanella!"
A quella parola Mirta che stava nella sua stanza e sentiva tutto : era sbiancata.
"Mia madre gli aveva risposto energicamente : dicendo che straparlava replicando "... Ha solo una bella eta', ed e' una ragazza bellissima che ha tanti amici ed amiche di scuola. Ed e' un bene. Esce di pomeriggio, ma non ha mai cenato fuori casa e se d' estate va fuori alla sera, alle 10 e' sempre gia' a casa al telefono con gli amici. E basta."
Ma quella parola ''puttanella'' aveva innescato un tarlo nella mente di Mirta ...
Dopo tre mesi di sedute con mia sorella, parlando comunque spesso dell' Aids, Mirta arrivo' a confidarsi del tutto, credo ... :
"Un anno dopo circa ero stata invitata ad un compleanno. Avevo 16 anni appena compiuti. Mio padre mi impedi' di andare a quella festa. Io rimango sola a casa a guardare la tv con mia madre. Ma decido di fargliela pagare...
C' era un ragazzo, molto carino, che quando lo vedevo girare per Magrate in macchina si fermava appena mi vedeva. Mi faceva sempre dei complimenti. Era adulto rispetto a me. Mi porto' a fare qualche giro con lui e mi insegno' a fumare ... erba ... Non ci provo' mai inizialmente. Ma lui fu il primo. Andai con lui un sabato pomeriggio nella sua tipografia. E lo facemmo in una stanzetta. Quando mi riaccompagno' in bar mi regalo', prima di salutarmi, un sacchettino di fumo. Era stato il ragazzo di Mara. Sua sorella. Lo sa? ... Io lo sapevo. Ma era gentile con me e mi regalava sempre delle cose.
Presto Massimilano non si fece piu' vivo con me ... Io ne rimasi delusa profondamente.
Da allora iniziai ... a starci ... anche con altri ragazzi che mi piacevano quando ripresero le scuole. io andavo a studiare dai ragazzi, ma dicevo a mia mamma, che andavo dalla solita amica. I ragazzi quando studiavo da loro e rimanevo nella loro cameretta ci provavano sempre. Ed io ci stavo se pagavano. Era un gioco. Io lo vedevo cosi'. Quando un ragazzo, ed erano in parecchi, mi chiedeva di andare a studiare con lui, io stabilivo un prezzo del tempo... Ero una puttanella ! Si : ero una puttanella... Io e la mia amica, da quando andiamo in discoteca a Padova e a Jesolo, ci siamo fatte cosi' un sacco di soldi. La' in discoteva si incontrano tipi ricchi che pagano parecchio le giovani come noi."
Mirta fermo' il suo dialogo. Ed attese.
Marianna non disse niente.
"Non mi dice niente ?"
Marianna capi' quante cose mezze-vere Mirta le avesse raccontato, colorandole inizialmente di cambi frequenti di ragazzi. In realta' le due amiche, la bionda e la mora, avevano da tempo un appartamentino in affitto a Padova con il quale intrattenevano una certa clientela ...
"Non chiedo mai se e' tutto vero ai miei pazienti. Quello che mi dicono e' quello che vogliono raccontare. Tu hai cercato inizialmente una vendetta. E forse non l' hai fatta contro tuo padre o contro Massimiliano. Anzi direi che tuo padre in tutto questo non e' stata la leva perche' tu iniziassi a vivere la vita a modo tuo."
"Cosa vuole dire ? Ci deve essere una spiegazione psicologica sul perche' una ragazza si concede cosi' per soldi."
"Perche' non indaghi con te stessa e con la tua amica Miriana con la quale hai passato piu' tempo in tutti questi anni."
"Lei non pensa che mio padre e Massimiliano mi abbiano spinta a tutto cio' ?"
"No. Non lo credo."
"Io invece si. Io li odio!"
Fu quella l' ultima volta che Mirta si fece vedere a Magrate. Era martedi' 15 maggio del 2001.
2001
Nel corso del 2001 una giovane donna vedova si avvicino' allo studio di mia sorella Marianna. Aveva una bambina piccola di nove anni anni. Ed un maschietto di soli cinque anni. Aveva perso il marito a soli 32 anni a causa di un incidente stradale.
Valeria entro' in terapia tre mesi dopo il funerale. Accusava mancanza di sonno e di appetito. Si sentiva giu'. Tipica parola di ogni depresso.
Con la mirtazapina Valeria si curo' perfettamente. Verso la fine del 2001 trovo' anche un nuovo compagno, di circa cinque anni piu' giovane, che vive gia' a casa sua, tra qualche pettegolezzo dei vicini...
Alla fine del 2003 e' giunto il terzo figlio per Valeria.
E' la bella depressione nella quale il farmaco e l' amore hanno rigenerato totalmente una donna. Benissimo.
2002
A Magrate il passaparola sulle sue cure positive nei casi di donne depresse ha raggiunto l' apice nel 2002. Quelli esposti prima e dopo del 2002 sono i casi piu' eclatanti di motivazioni diverse che hanno minato la salute mentale di alcuni cittadini di Magrate e della periferia. Ed il 2002 fu un anno parecchio impegnativo per Marianna. Divenne una vera e propria consulente matrimoniale e post-matrimoniale. La casistica maggiore delle donne in analisi da lei riguarda il tradimento coniugale subito : ovvero mariti che vanno con ragazze piu' giovani.
Spessissimo queste donne non avevano bisogno di alcun farmaco, ma solo di parlare e parlare e parlare. Insomma di sfogarsi segretamente e di essere non tanto indirizzate quanto soprattutto ascoltate ( ... e capite ? ... ).
2002
Aveva una bambina piccola di cinque anni. Ed aveva perso il marito a soli 37 anni per leucemia.
Fu parecchio difficile da sostenere per mia sorella. Alessandra perse il marito nel 2001 dopo un calvario ospedaliero durato parecchi mesi. Entro' in terapia da mia sorella solo nel giugno del 2002 quando la donna, alta 1 metro e 75 centimetri, si era ridotta a circa 45 chili di peso. Pressata da parenti ed amici Alessandra decise di rivolgersi a Marianna dopo un paio di attacchi di panico subiti nel febbraio e nel marzo del 2002.
Marianna lascio' nei primi incontri che la donna parlasse a lungo. Ne usci' fuori una persona ormai parecchio disturbata dalla scomparsa del marito. Piena di rituali e manie cerebrali accumulatisi nel corso di soli due anni ed in preda ad una fortissima depressione che la stava ormai portando inesorabilmente verso l' anoressia. Marianna cerco' di indirizzare Alessandra anche verso la clinica per disturbi alimentari che ha sede sopra Vicenza. Alessandra era convinta di potercela fare da sola. Tutte le cure iniziali si rivelarono inefficaci. Perche' Alessandra gettava nel secchio delle immondizie con regolarita' tutti i farmaci prescritti e gli stimolanti alimentari (vitamine, probiotici, ricostituenti, tisane, ecc.). Questo fatto, pero', lei non lo confidava. Si era accorto di cio' il genero che aveva immediatamente informato Marianna. Alessandra spiego' cosi' :"Non voglio che la gente che mi vede mi dica che mi trova in buona salute e bella. Deve, anzi, vedere tutto il mio star male uscire dai contorni del mio fisico e dai lineamenenti del mio viso."
In realta' Alessandra stava minando la propria salute con un unico pasto al giorno costituito da una mozzarella con un po' di verdura e qualche tazza di te' senza zucchero; e con sonni effettuati esclusivamente su sedie, poltrone e divani : insomma sonni sgradevoli. In effetti la camera matrimoniale era diventata un luogo sacro pieno di foto e monili consacrati nella sua mente alla figura del marito scomparso. Un luogo nel quale toccare quotidianamente le cose appartenute al marito. Alessandra indossava in casa i vestiti del marito, si lavava con i prodotti del marito, si era tagliata i capelli come il marito... Era ormai gravemente malata e Marianna era sempre piu' convinta che i colloqui non servivano piu' a niente e che l' anoressia nel giro di qualche anno se la sarebbe portata via... Il ciclo mestruale di Alessandra era ormai scomparso del tutto.
Ci vollero tre anni di analisi ... In effetti la cura farmacologica inizio' solo a meta' 2003, quando Alessandra ammise nella seduta analitica e piangendo che : mangiare o non mangiare era diventata per lei la stessa cosa. Disse di essersi messa nuda, il giorno prima, dinanzi allo specchio per vedere attentamente le proprie ossa delle spalle e del torace : e di essersene compiaciuta di cio'.
In quell'incontro di giugno 2003 Alessandra confesso' a Marianna di avere ricevuto un segnale dall' aldila'. Suo marito le avrebbe detto che non le piaceva piu' cosi'.
E' molto piu' probabile che l' attaccamento alla vita ebbe il prevalere su di lei e nella sua tormentata mente. O, meglio, come emerse da successivi colloqui : l' amore per la figlia che aveva da poco compiuto sette anni.
Era successo che i genitori del marito defunto accorgendosi dello stato di malattia di Alessandra e del suo aggravarsi iniziarono ad interessarsi seriamente della custodia della bambina. Questa fu sicuramente la molla che fece scattare il meccanismo di ''vitalita' '' in Alessandra quando fu messa con le spalle al muro :"O ti curi o ti portiamo via Gloria."
Alessandra nel giro di soli tre mesi riprese un certo vigore fisico e psicologico. L' analisi duro' ancora a lungo e cosi' per la cura farmacologica che venne da Marianna modificata piu' volte. Alessandra mal sopportava alcuni effetti secondari degli anti-depressivi : primi fra tutti l' astenia ed il calo della pressione arteriosa. Trovato quello giusto solo verso la fine del 2003 Alessandra ha ringraziato Marianna nel corso del suo ultimo colloquio psicologico proprio la settimana scorsa (giugno 2005). Sta meglio. E' tornata al suo lavoro di maestra. La si vede piu' spesso in giro.
2003
Melissa Redini le chiese un appuntamento incontrando mia sorella per la strada. Le disse semplicemente che aveva bisogno di parlarle.
Dalla separazione con il marito di Bologna, Miguel Dal Prato, e dal successivo divorzio legale : erano trascorsi sette anni esatti.
Inizio' a frequentare lo studio di Marianna nel giugno 2003 e termino' nel marzo 2004. Era disperata. Tutti i lavori che faceva - raccontava - si concludevano male per le continue proposte sessuali dei suoi datori di lavoro.
La sua chioma mossa, fluente e nera, la sua altezza (1 metro e 72 centimetri scalza... coi tacchi risultava essere una gran bella sventola di donna), la sua procacita' mai nascosta, ma nemmeno ostentata fuori misura, mettevano nei maschi 40enni e 50enni bollori insostenibili. I caloriferi-maschi le chiedevano dopo un po' : proposte indecenti anche con denaro contante alla mano. E lei li mandava affanculo e sbatteva la porta. Cosi' era nuovamente iscritta al Collocamento...
Come se non bastasse aveva Melissa su di se' le attenzioni antipatiche delle donne di Magrate che vedevano in lei una possibile rivale. Si! Su Melissa si pensava (a torto) fosse una mangia-uomini. In realta' : Melissa era alla ricerca di un Amore che non la facesse soffrire. Ma aveva, altresi', costantemente bisogno di soldi!
A mia sorella vennero pagate da Melissa tre sedute in tutto. Marianna capi' la sua difficile situazione economica e mai al mondo le avrebbe chiesto denaro in cambio di altre sedute presso il suo studio.
Ma Melissa non era in analisi da mia sorella solo per la disoccupazione forzata. Ovvero perche' era senza lavoro.
Era disperata perche' aveva dentro di se' qualcosa... difficilissimo per una donna da raccontare. Nessuno lo sapeva in effetti. Solo lei...
Sua figlia Deborah nata il 2 giugno 1989 non riceveva piu' alcun sussidio da parte del padre da circa sei mesi. Dal dicembre 2002. In effetti era successo che Miguel, l' ex marito di Melissa, dopo il divorzio, e dopo anni di versamento puntuale delle quote mensili di mantenimento per la figlia e per la madre, era venuto a conoscenza, attraverso una lettera anonima con timbro di Padova che : Deborah non era figlia sua... ma di Massimiliano Sotti!
Miguel ne aveva parlato a Melissa. Le aveva fatto vedere una fotocopia della lettera anonima. L'originale era nel suo studio. Col timbro : novembre 2002. Melissa ovviamente nego'.
Miguel si informo' subito cosa fosse possibile fare. E l'ovvieta' fu : esame del DNA della figlia.
"Cosa faccio?" - chiese tra le lacrime Melissa a mia sorella alla settima seduta.
"Se vuoi che continui con l' assegno di mantenimento. E fugargli ogni sospetto... si tratta solo di un prelievo di sangue di Deborah, di Massimiliano (esumazione necessaria) e del tuo ex marito. Null' altro."
L' argomento sembrava chiuso, ma Melissa con le mani tra i capelli e quasi stiracchiando le parole riusci' a dire alla settima seduta da mia sorella :
"Non vedi anche tu... che Deborah e' visibilmente figlia di Massimiliano ? Stesso taglio di occhi e colore, stessi capelli biondi. Miguel non ha i capelli biondi e nemmeno io. Mia nonna : si'. Ed e' cosi' che gliel' ho inventata a Miguel, fin da subito."
Iniizio' cosi' a raccontare a Marianna che da quando erano ragazzi, loro due, i due piu' belli del paese di Magrate : si erano messi insieme. Anche se Massimiliano era un tantino piu' giovane di Melissa, gia' a 15 anni era bello, alto, biondo, sportivo ed atletico.
Melissa ammise che il suo primo rapporto sessuale, lei lo ebbe con Massimiliano. Che anche dopo aver incontrato suo marito, ai tempi del fidanzamento, una volta al mese, lei si vedeva lo stesso con Massimiliano. Insomma che ne era sempre stata attratta. Stramaledettamente attratta.
Ed ammise alla ottava seduta con mia sorella :"Anche quando Massimiliano usciva con tua sorella, Mara, magari solo una volta ogni due mesi : trovava il modo di stare con me. Non ero capace di dirgli di 'no'. Non ce la facevo... Ma prima aveva iniziato anche a chiedermi dei soldi per delle bustine... Io non capivo... Mi diceva che stava trattando affari importanti e che con soli cinque milioni si potevano far diventare presto cinquanta. Glieli prestai. Li avevo.
Ho continuato a chiedergli la restituzione del prestito fino alla sera del 28 ottobre 2002... Mesi prima che Massimiliano morisse. Che fosse ucciso. Lui mi aveva detto che se non la smettevo di chiedere ancora la restituzione di un prestito i miei soldi per quel vecchio affare, un suo affare andato a male, di tanti anni prima, avrebbe raccontato di noi al mio ex... E cosi' evidentemente ha fatto. Massimiliano e' un impulsivo, come me. Ha scritto la lettera e l'ha sicuramente inviata.
Sui soldi mi diceva che altri ne avanzavano da lui da oltre dieci anni (come per me) e che io ero l' ultima sua preoccupazione economica.
Quella lettera anonima del novembre 2002 allo studio bolognese di mio marito... deve essere stata per forza scritta da Massimiliano. Anche perche' mi rinfacciava, a volte, quando ci sentivamo al telefono, il fatto che io percepivo dei soldi di un mantenimento che non meritavo... Essendo Deborah figlia sua e non del cornuto del mio ex... Proprio cosi' diceva... Cornuto : a mio marito!
Io ero arrivata a dirgli che se Deborah era figlia sua, perche' non aveva mai pensato di vederla, di starle accanto anche solo esternamente... Perche' non ha mai provveduto lui economicamente alla sua crescita... Bastava che mi dicesse di mollare tutto a Bologna e di correre da lui. Lo avrei fatto."
"Ma tuo marito... come mai lo hai sposato? Voglio dire : te le sarai innamorata ?" chiese teneramente mia sorella.
"Avevo accettato la corte di Miguel Dal Prato, al mare a Sottomarina di Chioggia, durante l'estate del 1986. Lui era li' all' albergo Capo West con i genitori e tanti libri, una pila... Ci conoscemmo per vicinanza di ombrellone.
Mi telefonava da Padova, abitava nella zona Arcella. Poi sempre piu' spesso nei mesi successivi; invitandomi a fare le ferie invernali nella sua (dei gentori) casetta ad Alleghe. Non ci andai. Era ricco di famiglia e si laureo' nel giugno 1987. Otto anni di differenza tra me e lui. Cosa potevo volere di piu'. Andarmene da Magrate, dalla vita della vasca ? Si, certo... Avrei fatto la signora! Una giovane e bella signora.
Miguel mi diceva che sarebbe andato subito a lavorare da un suo cugino avvocato a Bologna che li' aveva avviato lo studio professionale. Uno : ma grande. E cosi' fece.
Era il perfetto uomo di famiglia. Insomma. Ci vedemmo con Miguel nel 1987 quasi tutte le domeniche e nel maggio 1988 : eravamo marito e moglie. Io : ancora molto giovane. Ma meglio cosi'. Me ne ero andata da Magrate e dalla sua mentalita' ristretta per tante cose.
Ma dalla mia testa Massimiliano non mi era mai uscito. Lo amavo e lo odiavo anche perche' sapevo che Massimiliano corteggiava altre ragazze di Magrate ed era corteggiato ... : ... ne soffrivo.
Che cazzata che ho fatto, Marianna!? Cercare l' amore da uno che non poteva darmela e la posizione sociale da uno che non amavo. Poteva bastarmi la posizione sociale ?
Tornavo a Magrate, da miei. Massimiliano lo veniva a sapere e cominciava a vascheggiare in macchina, fino a quando mi beccava. Mi portava alla sera nella sua tipografia chiusa... Od anche negli spogliatoi del Campo Sportivo di calcio di Magrate. Aveva le chiavi. Suo padre era lo sponsor della squadra di calcio.
E la' ... in tipografia o negli spogliatoi : lo facemmo... almeno sette/otto volte tra settembre, ottobre e novembre 1988. Massimiliano andava tranquillo dentro di me... Sapeva che facevo sicuramente l' amore con mio marito e quindi... Ma non sapeva che tra me e mio marito i rapporti sessuali erano pochissimi : anche poche settimane dopo il matrimonio. Glielo dissi al telefono, una sera del dicembre 1988. Eravamo quasi vicini al Natale del 1988.
Miguel era sempre preso dal lavoro. Suo cugino gli metteva dinanzi i lavori piu' incasinati dello studio.
Eravamo gia' distanti dopo due mesi di matrimonio, credimi, Marianna. Miguel mi diceva che per qualche tempo sarebbe stato cosi'. Lui doveva farsi tutta la gavetta di un avvocato. Alla sera era stanchissimo e telefonava ancora per delle mezzore fino quasi ad addormentarsi sul divano.
Mi mancava, da appena sposata, il sesso!!! Vero!!! A letto Miguel era un semplice. Tenero. Un cucciolotto. Massimiliano era un amante che saziava tutte le mie voglie... senza nemmeno dirgliele! Una donna... queste cose... le tiene bene a mente...
Poi quando sono arrivati i cellulari negli anni novanta tutto e stato piu' semplice... sia con Miguel, sempre piu' in giro per mezza Italia che con Massimiliano.
Eravamo, con Miguel, dei semi-separati. Dopo un primo distacco del 1989, quando incinta tornai una prima volta a Magrate. A fine 1989 c' era stata una ricucita... Ma non andava. Lo sentivo dentro di me. Non lo amavo. Gli volevo bene. Ma non e' la stessa cosa!
Pensavo troppo a Massimiliano. Mi mancava la sua verve. La sua strafottenza. Il suo ridere ed il farmi ridere.
E cosi', gia' nella meta' degli anni '90, Miguel ed io, eravamo separati ufficialmente e poi ... divorziati.
Maledetto : Massimiliano! Maledetto lui e le sue polverine... e le sue donne... Hanno fatto bene ad ammazzarlo! Non meritava altro. Si era indebitato con tutti qui. Spendeva nei night club di Padova, Vicenza e di Bassano una fortuna in megalomanie. Il padre non lo voleva piu' nemmeno in tipografia perche' mancavano a fine sera sempre dei soldi. Me lo disse proprio lui."
Marianna aveva ascoltato spesso in silenzio Melissa, ma registrato ogni sua parola. A volte tra un pianto e l'altro ed a volte tra le varie soffiate successive di naso.
Chiese a Melissa nella ottava seduta se sapesse o ritenesse di conoscere l' assassino di Massimiliano.
Da quei lunghi monologhi-sfoghi aveva pensato che Melissa ne sapesse molto di piu'...
"Si. Credo di saperlo. Massimo Rigati, ne sono quasi certa. Troppi intrallazzi avevano loro due. Ma non andrei mai dai Carabinieri. A dir loro : come lo so?! Verrebbe fuori tutta la nostra relazione e ci andrebbe di mezzo pure Deborah. Credimi Marianna : dovrebbero dare una medaglia a chi lo ha fatto fuori. Mi sono resa conto troppo tardi che avevo un vero marito ed un amante stronzo. Troppo tardi..."
"Come ritieni possa essere stato Massimo l' assassino ? Lui per quella sera ha un alibi impossibile da distruggere."
"Massimo e Massimiliano conoscevano la peggior feccia di Padova... Drogati, magnaccia, disoccupati ed extracomunitari senza fissa dimora. Massimo Rigati non e' andato la' di persona ai campi sportivi. Ha sicuramente spedito qualcuno la'. Motivo ? ... Perche' l' incendio al suo locale lo aveva provocato Massimiliano la sera prima."
"Quando ? Voglio dire quando lo hai visto per sapere queste cose ... ?"
Melissa si accorse di avere detto una variante non indifferente...
Guardo' Marianna e le disse :"Si, hai ragione. Dopo la scritta "M" ci sentimmo al telefono. Fu lui a chiamarmi la sera del 22 marzo. Insomma qualche sera prima che lo ammazzassero. Mi disse che aveva intenzione di fare uno scherzo brutto a Rigati. Lo aveva escluso dai traffici di droga del nord del padovano."
Marianna fece finta di niente. Ma si trattava di un particolare interessante.
"E la scritta M ?" interrogo' Marianna.
"Qualche sbronzo del bar. No, Massimiliano non era tipo da scritte sui muri.
Ma poteva anche aver detto a qualche suo cliente drogato di scrivere. Boh... Non so!
Da mesi Rigati non gli faceva piu' credito ed aveva anche deciso di trovarsi un nuovo socio per gli affari della cocaina del padovano. Me lo disse Massimiliano un anno fa esatto, nel luglio 2002, che Massimo voleva farlo fuori dal giro degli affari di droga perche' lui aveva i soldi ed ormai tutte le conoscenze per agire da solo. Massimiliano mi disse che doveva fargliela pagare... Infatti diede fuoco al locale di notte. Per me e' andata cosi'. In soli 8/9 mesi Massimiliano mi aveva detto due volte che voleva mandare un segnale da duro, da mafioso, a Rigati.
E subito, il giorno dopo, Rigati, che conosceva le sue abitudini, lo ha fatto assassinare da qualche tossico; uno o due. Non credo di sbagliarmi. Gli hanno fracassato la testa con un sasso... o con il crick della macchina...".
"Un ultima cosa, Melissa. Quando hai visto Sotti l' ultima volta?"
"L'ultima volta? Ottobre 2002. Perche' me lo chiedi?"
"Dalla autopsia risulta che Massimiliano o si e' masturbato sotto la doccia... Oppure ha fatto la doccia con qualcuna con la quale : ha eiaculato."
"Queste cose sui giornali non sono state scritte, qualche mese fa." - interrogo' Melissa;
"Il Comandante dei Carabinieri di Padova che ha condotto le indagini non ha raccontato tutto ai giornalisti. La mia fonte e' un mio amico dottore di Padova, medico legale, che sapendo che ho in analisi diverse persone di Magrate, mi ha chiesto se qualcuno o qualcuna dei miei pazienti avesse avuto degli attriti trascorsi con Sotti. E Melissa, credimi, la fila e' lunghetta..."
"Sotti? Che se lo mena sotto la doccia?! No!!! Donne : si. Ma... Non c' ero io, comunque : quella notte!"
"Ti credo." - le sospiro' Marianna.
Marianna diceva sempre cosi' ai suoi pazienti, ben sapendo che drogati, puttane, e depressi : spesso mentono. Ovvero raccontano quello che fa loro comodo. Ingigantendo o togliendo particolari. Sono categorie di bugiardi per natura, diceva Marianna.
2004
Ecco una depressione grave da curare : per amore. Per i tre amori fondamentali di un essere umano : quello per la mamma, quello per i figli, quello per la consorte.
Per Valentino, noto professionista di Magrate, con uno studio di commercialista in societa' anche a Padova, nonche' professore di diritto, tutto dal 2000 in avanti era andato storto. Nel marzo 2000 stava terminando di mettersi a posto la nuova casa, acquistata grazie ad un fallimento, e messa a nuovo con tanti sacrifici e pazienza per la famiglia.
Non voleva che una casetta, una moglie, un figlio. E tornarsene a casa tranquillo alla sera per stare con la famiglia.
Un buon cattolico. Un ottimo commercialista. Senza grilli. Aveva 35 anni nel 2000 e fin da giovane era perfettamente inserito nel tessuto sociale : sia nell' ambito poliitico, sia in quello sportivo, sia in quello culturale : era, anche, nel direttivo della pro loco di Magrate. Insomma tutto bene.
Si era sposato con Adriana, coetanea, nel 1997. Ma quasi subito i due caratteri si scontrarono... Su questo guaio gravo' presto : anche il fatto che Adriana non riusciva a rimanere incinta.
Ci vollero mesi e mesi di visite speciaiistiche in mezza Italia per scoprire che una tuba di Falloppio era totalmente chiusa. Si doveva aprire, per gli spermatozoi di Valentino, una via alla tuba di Falloppio sana.
Nel settembre 1999 arrivo Niccolo'!
Grande gioia! Ma le differenze culturali e caratteriali riemersero nuovamente con la moglie Adriana.
insomma le litigate ripresero.
Ed inizio' per Valentino Nilani una brutta depressione sulla quale confluirono tre avvenimenti, tutti negativi, tutti in sequenza.
Nell'ottobre del 2000 era inziata la separazione legale dalla moglie con la quale aveva avuto solo l' anno precedente il bambino.
Nel dicembre 2001 avvenne la perdita di sua madre per un cancro.
Nel novembre 2002, a causa di ripicche e rancori con la moglie, Valentino non riusci' piu' a vedere il figlio. Mise in piedi subito una causa contro l' ex moglie ed i suoi suoceri che dura tutt'oggi. Litigo' con giudici ed avvocati. Un casino! Si incateno' pure dinanzi alla casa dei suoceri. Fini' sui giornali nel gennaio 2003 e sulle reti televisive regionalii. Scrisse al Ministro della Giustizia ed al Presidente della Repubblica. Ma non servi' molto alla sua causa.
Nel 2003 inizio' e termino' la sua ultima storia d' amore sulla quale aveva riposto tutte le sue energie mentali per cercare di trovare quell' affetto che la Vita gli aveva tolto in pochi anni : la moglie, la mamma, il figlio.
Inizio' a trascorrere il tempo libero da solo evitando tutti gli impegni extra-lavoro.
Confidava a chi ben conosceva che ormai pensava anche al suicidio.
Fu il cugino ed amico Marco che lo condusse da mia sorella.
Entro' in analisi da Marianna nell' aprile 2004 ed alla fine del 2004 stava molto meglio. La mirtazapina aveva fatto su Valentino un ottimo lavoro. Ed anche Marco lo aiuto' a reinserirsi in paese.
Anzi : tra Valentino e Marianna furono scambiate parecchie email ed sms. Erano brevi, ma decisamente importanti per capire a che punto stava la depressione di Valentino.
Mia sorella non l' aveva mai fatto cosi' profondamente con nessun paziente. Ma con Valentino intraprese degli scambi diretti per email e per sms. Era convinta che cio' rappresentasse per i suoi pazienti una valvola immediata che incanalasse le principali sensazioni emotive e dirette sulla depressione di ciascuno. In sostanza : buona la prima stesura! In questo : gli sms erano catalogativi.
Non era deodontologico al cento per cento, quello che faceva mia sorella, ma rappresentava un passo decisivo verso la cancellazione dell' algidita' che moltissimi psicologi e psichiatri manifestano nelle sedute analitiche con i malati.
Lo scambio di sms e di email con Valentino fu davvero sorprendente, soprattutto, se si tiene presente che Valentino aveva iniziato la cura da mia sorella da soli cinque mesi.
Mia sorella, intanto, nel settembre 2004 si iscrisse ad un corso di ballo nella palestra Jolly di Magrate. La' c' era anche Valentino. Ed a fine ottobre 2004 : email ed sms erano di questo tipo tra di loro :
V. "Si hai ragione. L' ultima esperienza mi e' bastata in tal senso. Faro' come tu mi dici. Tu, pero', mi parli di ballare ... non di ... trombare... ehm, scusami dottoressa... volevo dire di fare l' amore. Ne sento necessita'."
M. "Cerca di interessarti alle sue cose, ai suoi hobbies, alle sue letture, ai suoi films, al suo mondo. Con noi donne funziona. Vedrai che amera' conversare di piu' con te. Aiutati con il ballo, se le piace. E vedrai che qualcosa succede."
V. "E' gia' due volte che esco con Alessia... quella separata che ti scrissi qualche settimana fa... a volte : non so cosa dirle."
M. "Non scegliere. Lasciati scegliere."
V. "Sinceramente mi piacerebbe di piu' Lucia, ma sembra che non mi calcoli. Mah, vedremo. Sembra le piacciano i palestrati. Non mi faccio nessuna idea dopo quello che mi e' successo. A presto. Un abbraccio."
M. "Cerca di fare coppia con quella bella signora alta e mora. Come altezza andate bene. No?! Mi sembra che ti stai dando gia' da fare a scuola di ballo. Due ragazze alla volta. Bene!"
V. "Stasera vado a scuola di ballo fuego latino. Ci sarai anche tu? Sei mancata la volta scorsa."
M. "Si. ma ne parliamo da me quando vieni nel mio studio."
V. "Hai ragione. E' vero. Ero troppo euforico. Puo' essere il farmaco? Voglio dire la dose? O l' alprazolam. Sai, a volte, ne sento la voglia. Mi scioglie di piu'... Mi capisci, vero?"
M. "Mi sembra che la cura farmacologica piu' il sociale maggiorato da parte tua : stiano dando dei bei frutti a soli cinque mesi dalla cura e dal nostro primo incontro. Una raccomandazione medica. Non mischiare mirtazapina ed alcool. L' altra sera al ballo, da lontano ti osservavo, e mi eri parso troppo euforico. saluti M."
Settembre 2008.
V. "Tutto bene stasera. Mi sono divertito. C' e' una novita'. Ho conosciuto in Tribunale una settimana fa... Non te l' avevo detto nella scorsa seduta da te perche' non sapevo il seguito. Si tratta di una 31enne separata con un figlio. Si chiama Alessia. Stasera usciamo insieme. Non e' un granche', ma intanto ci esco ... e poi si vedra'. Un abbraccio forte! E grazie!"
Nel mese di agosto 2004 la situazione era questa :
V. "Ciao. Si, mi sento un tantino meglio. Tra pastiglie e svaghi che piano piano mi sto creando : mi sento meglio. Grazie ed a presto. V."
M. "Bene. Iscriviti. Serve sicuramente alla socializzazione. Come stai ? Le ferie ti hanno infastidito ? Riprese le tue cose lavorative piu' il farmaco dovresti piano piano sentirti meglio."
V. "So che a settembre iniziano dei corsi di ballo. Sai : da cosa a volte nasce ... si, insomma : da cosa nasce cosa ... cara mia ed il ballo e' sempre stato traditore. Ciao."
Luglio 2004.
M. "Ok. Buon divertimento. Se ce la faccio arrivo anch' io quando inizia il live."
V. "Pensi di venire al nuovo locale? Fanno musica live dalle 22."
M. "Per me cosi' cosi'. Si va avanti."
V. "Come va?"
2 Giugno 2004.
M. "Lo so che e' il tuo compleanno. Ce l' ho scritto sulla tua cartella. Il mio sms e' stato un tantino sibillino. Volevo sapere se uscivi o meno. Pensa sempre che il pegggio e' alle spalle."
V. "Oggi e' il mio compleanno e mi faccio gli auguri. Stasera sono invitato a cena dalle mie allieve del 5' anno."
Maggio 2004.
V. "Sono gia' in Tribunale a Venezia. Ieri sera don Giovanni mi ha benedetto tutte le stanze. Mi sto dando coraggio, ma e' molto dura. Ciao."
M. "Arrivato il prete ?"
V. "Lo spero presto. Ma qui mi sembra che la sfortuna mi perseguiti ormai da molti anni e molti anni. Domani sera viene il prete a benedire la casa. Chissa' che mi porti bene."
Fine Aprile 2004
V. "Dormo bene. Certo. Sono appena tornato da scuola. Come sto? Che dirti. Tra l' apatia generale che ho per la vita e la difficolta' di capire il perche' mi sono successi tanti casini uno dietro l' altro vado avanti duramente. Vorrei avere una vita un po' piu' tranquilla. Ecco cio' che mi fa impazzire. E non alzarmi con mezzo magone! Che esplode col pianto la sera."
M. "La cura. Come te la senti? Dormi bene?"
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