Veneto Musica Interviste

DICEMBRE 2000
TOLO MARTON
Semplicemente il miglior chitarrista che l' Italia possa vantare

Vittorio "Tolo" Marton, classe 11001, ha vinto uno dei piu' prestigiosi concorsi per chitarristi al mondo , il "Jimi Hendrix International Guitar Contest", tenutosi a Seattle. Fondendo blues, rock, jazz e pura invenzione, il chitarrista trevigiano ha sbaragliato gli avversari.



In un' intervista abbiamo raccolto alcune sue idee ed impressioni su quello che noi di EcoVeneto consideriamo il migliore chitarrista italiano di blues e rock.

Intervista a Tolo Marton
QUANDO UNO SUONA LA CHITARRA DA ''DIO''... ED E' ITALIANO... TREVIGIANO...


di Enrico Mason

Alcuni lo collocano tra i chitarristi rock, altri blues, altri addirittura country... e' tutto e niente di tutto questo : Tolo e' in realta' un virtuoso della chitarra, capace di trasmettere tutto cio' che ha dentro senza gesti, senza mosse, senza mimica da palcoscenico ma esclusivamente con i suoni che escono dalle sua sei corde. Viene considerato il chitarrista italiano che ha piu' classe, che non si ripete mai durante i suoi concerti, neanche a distanza di pochi giorni. La fantasia e I' improvvisazione sono evidenziate nei brani originali e negli assoli. Le influenze di Tolo Marton ? Fra i chitarristi : Nils Lofgren, Rory Gallagher, Jimi Hendrix , B.B. King, Charlie Christian, Eric Gale, Santana, J.J.Cale. Citiamo tra tutti : "II più dotato ed intelligente chitarrista rock che l'Italia abbia mai avuto" - Paolo Vites su Jam, dicembre 1999 -.
Discografia ufficiale:
The Blues won' t go away VTM, 1981
Let me be VTM, 1982
One Guitar Band, VTM. 1983
Toloquarantasuonati, RTI 1992
My place is close to you, PROVOGUE 1996
Still close to you, VTM 1998
Colours and notes, VTM Storie di Note, 1999-2000
Due 45 giri per la EMI con il gruppo "Raptus" 1973
Smogmagica con "Le Orme", 1975
Guitarland: Sei corde senza confini, 1999

Sarai forse stanco di parlarne, ma stupisce che un italiano possa aver vinto il "Jimi Hendrix International Guitar Contest". Cos' ha Tolo Marton piu' degli altri 13.000 chitarristi che hanno partecipato al concorso?

E' piu' facile dire quello che non ho. Non ho messaggi da dare, non ho voglia o necessita' di chiamare ospiti illustri agli appuntamenti musicali importanti, ho poca diplomazia con le persone che contano nello spettacolo : li tratto alla pari, perche' penso che tutti debbano fare il loro lavoro, se lo sanno fare, e tutti abbiano bisogno gli uni degli altri. Quello che ho in piu' potrebbe essere chiesto alla giuria di Seattle.

Una vittoria sudata la tua, venuta dopo anni di duro lavoro. In un mondo che impone di arrivare al successo da giovanissimi, tu cosa ti sentiresti di dire a chi, malgrado lo studio e l' impegno, giunto alla soglia dei trenta o quarant' anni non sia ancora riuscito ad emergere ?

Consiglierei di guardarsi dentro con sincerita', e capire il motivo per cui si suona : se e' un vero bisogno, pressoche' quotidiano, gli direi di continuare. Se, invece, lo fa per essere qualcuno, e' meglio che smetta.

Quanto pesano rispettivamente nel tuo stile la perfezione tecnica, la ricerca del suono e il feeling?

Sono tutte e tre cose molto importanti che vanno, in qualche modo di pari passo. La tecnica conta molto soprattutto perche' ti da' gli strumenti per dire cio' che senti. E poi, se vuoi fare musica senza concessioni al mercato, allora non puoi permetterti di essere un mediocre. Il suono e' pure importante, ma non puo' mascherare la poverta' di idee; una buona idea e' buona sempre, un buon suono puo' solo migliorarla. Il feeling, quindi, puo' esserci solo se, partendo da una buona idea, si riesce ad interpretarla ogni volta nel modo migliore.

A tuo avviso, perche' Tolo Marton e' dovuto "emigrare" in America per ottenere i meritati riconoscimenti ?

Perche' siamo un popolo di esterofili, senza fiducia in noi stessi. Quasi tutti quelli che mi conoscono come musicista, mi hanno sempre apprezzato ma "a bassa voce", perche' sono italiano, di Treviso. Comunque non sono andato in America solo per "ottenere riconoscimenti", ma anche per mettermi alla prova e capire meglio la musica che mi piace.

Osservando il panorama musicale underground odierno della tua regione, che cosa vedi di differente rispetto a quando muovevi i tuoi primi passi con il gruppo del Bardhali nel lontano 1968 ?

Allora, essere una "cover band" era normale; il principio, ora sembra quasi il punto di arrivo, un comodo punto di arrivo. Vedo anche delle differenze nel pubblico. Poteva succedere che ti fischiasse, e noi musicisti ne traevamo le dovute conclusioni.

Perche' un giovane musicista oggi dovrebbe mettersi a suonare il blues ?

Credo che il blues abbia fatto il suo tempo e detto quello che c' era da dire, ma se ancora un ragazzo od una ragazza ascoltando Lightining Hopkins o Muddy Waters, dovesse rimanere folgorato, avesse un' illuminazione, perche' no ? Con me si parla sempre di blues : ma non ne sono mai stato schiavo. La musica e' varia...

NOVEMBRE 2000
MIRASPINOSA
Un duello continuo tra cuore e ragione, razionalita' e passione, nel nuovo cd "Duel", pensato e realizzato in toto dal duo padovano.

MIRASPINOSA : LINE-UP : Mirka Valente - vocals  Filippo D'Este - music and instruments
MIRASPINOSA : DISCOGRAFIA
Aghár piár Milegha cd 1997 CPI/Polygram  Duel cd 2000 Audioglobe


Miraspinosa nasce nel 19100: un duo composto da Filippo D'Este alle musiche e Mirka Valente alla voce. Nel febbraio 1996 autoproducono il loro primo demo-tape "The Empty Space" con otto brani in inglese. Dopo pochi mesi, il duo approda al contratto con Sonica...la parte fiorentina del Consorzio Produttori Indipendenti. Nel marzo del 1997 esce l'album di debutto "Aghár piár Milegha" che racchiude dieci brani in lingue diverse: italiano, francese, inglese e hindy. Nello stesso periodo inizia il tour promozionale in Italia. Dal vivo l'album viene suonato con diverse formazioni. Da segnalare l'esibizione come supporter a Sinéad O'Connor e l'acustico al Salone della Musica di Torino nel 1997 e varie partecipazioni televisive. Il brano "Fa Male" nel dicembre 1998 è stato usato come sottofondo alla sfilata di moda dello stilista Gattinoni, mandata in onda sulla Rai. Finito il rapporto con Sonica, Mirka e Filippo hanno proseguito con la composizione del nuovo materiale che si e' concretizzato nell'uscita di "Duel"...da qui e' cominciato un nuovo capitolo del percorso musicale del duo... .

Articolo ed intervista di Lory Lorena di ALTATENSIONE

Conosciamo i Miraspinosa, prima di tutto due parole sul vostro nome... Come è nato il progetto Miraspinosa e come si è evoluto nel tempo...

(Mirka)...dunque, Miraspinosa significa "meta difficile" e l'abbiamo scelto perchè, intanto, ci suonava bene, poi quando siamo andati a vedere il significato, ci stava proprio a pennello, per cui...è stato il primo nome che abbiamo scelto e ce lo portiamo dietro ben contenti...
(Filippo)...allora, noi siamo sempre stati un duo, abbiamo cominciato noi due e anche se abbiamo collaborato con vari musicisti per i vari set live, restiamo comunque un duo...continuiamo noi due...

Il vostro cd...parliamone, come mai "Duel"?...e chi vince questo "duello"?

(Mirka)...allora..."Duel" definisce il conflitto a cui è sottoposto, spesso, l'animo umano e in cui ci siamo trovati anche noi nel periodo in cui abbiamo composto "Duel"...per cui la domanda è:"...devo seguire quello che mi detta la ragione o quello che mi detta il cuore...?"...cioè, molte volte ci si trova veramente a pensare e non si sa cosa fare; la maggior parte delle volte, comunque, diciamo che noi, soprattutto, come musicisti, decidiamo di seguire il cuore...

Cosa volete esprimere con esso e con le canzoni in esso contenute?

(Mirka)...allora...le canzoni di questo disco sono molto intimiste, proprio perche' e' stato composto in un periodo in cui...era un periodo un po' strano...si trattava di decidere cosa fare, come proseguire questo progetto, se proseguirlo...eravamo molto combattuti, per cui i contenuti di queste canzoni rispecchiano lo stato d'animo che abbiamo passato nei due anni in cui abbiamo composto "Duel"...e sono pezzi molto intimisti, diciamo...

Da dove traete, principalmente gli argomenti per le vostre liriche?
Come mai questo dualismo italiano/inglese nei vostri testi?

(Mirka)...gli argomenti, appunto, delle liriche sono dettati dalle necessita', diciamo, dalla necessita' di esprimere qualcosa...per cui dipende, ...non essendo scelti a priori, dipende dal momento in cui mi trovo, da cosa mi sta succedendo, intorno e dentro, quando sto scrivendo e non e' mai una scelta fatta a tavolino... (Mirka)...beh, nel primo disco, c' era anche un brano in francese e uno in hindy, poi... "Duel" contiene solo inglese ed italiano e penso che, comunque, anche nei prossimi dischi continuero' ad usare piu' lingue, perche' mi permettono di esprimermi in modo diverso e di sperimentare molto di piu'...anche di giocare con la voce in un certo senso...

Come definireste il vostro genere musicale?

(Mirka)...ahi...questa e' una domanda difficile, perche' e' sempre difficile dare un'etichetta a quello che si fa...anche perche' ci piacciono molte cose diverse, ci piace anche mischiarle nella nostra musica, per cui alla fine dare una definizione mi risulta difficile...

Secondo voi, cosa c'e' di giusto e di sbagliato nel music business?

(Filippo)...mah...difficile dirlo, in generale...sai, dipende dalla situazione nella quale un musicista si trova, poi...e' una domanda difficile...

Il vostro rapporto con Internet?

(Filippo)...con Internet?...Si' ci ha dato un grande aiuto, in un momento in cui abbiamo avuto grosse difficolta', quando stavamo decidendo di andarcene dal Consorzio, perche' non ci siamo mai interessati alla promozione di noi stessi...avevamo affidato tutto al Consorzio e andandocene ci siamo ritrovati un po' spaesati e buttandoci dentro ad Internet, poi, abbiamo scoperto, che, potevi comunicare direttamente con le persone e ti da' anche la forza per continuare e continuare a credere anche al tuo progetto...

...e i progetti futuri?

(Filippo)...progetti futuri?...beh, abbiamo un sacco di idee, che pero' sono troppo premature adesso per parlarne...vorremmo continuare, aver sempre la possibilita' di continuare a suonare...insomma...

Quali differenze rispetto al vostro precedente lavoro?

(Mirka)...allora, sostanzialmente, le differenze tra "Aghár..." e "Duel" stanno nel fatto che abbiamo collaborato molto di piu' nella composizione, abbiamo molto piu' discusso e le canzoni...ognuna e' stata arrangiata piť volte e, poi, abbiamo scelto quella che ci convinceva di piu'...e,... per cui questa collaborazione penso che si senta anche durante l'ascolto...i pezzi del primo disco sono, diciamo, piu' incompleti perche' sono stati registrati alla loro prima stesura, poi eravamo anche piu' giovani, meno consapevoli di quello che stavamo facendo...invece in questo caso abbiamo pensato molto, abbiamo lavorato tanto, appunto, abbiamo lavorato due anni, a differenza del primo...

I vostri modelli musicali...a livello musicale e a livello vocale...

(Mirka)...allora, ce ne sono tanti...ci piacciono molto i Lamb, a me personalmente S. O'Connor...la considero una delle piu' grandi cantanti del momento... poi ci piace molto Bjork, ci piacciono i Depeche Mode, i Radiohead, i Portishead...sono tantissimi...

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