Veneto PRIMO PIANO

DICEMBRE 2004
Da ''NUTRIAMAN'' a la ''S F I G A''
La nuova opera dei ragazzi bassopolesani esce a Natale

"Dialeto tajante" anche per la nuova opera dei ragazzi bassopolesani che hanno girato il primo film artigianale che aveva per protagonista il supereroe meta' uomo e meta' nutria... Un film ''Nutriaman'' che e' girato parecchio, arrivando a parecchie conoscenze, estendendosi a macchia d'olio grazie ad un tam-tam fatto di parola all' amico, al conoscente, ...
Il film di Michele Pezzolato (foto sotto a destra) e' diventato un piccolo caso, primo brillante esempio di cult-movie polesano autoprodotto, rigorosamente in dialetto veneto. Un dialetto veneto particolare : il bassopolesano, ''dialeto tajante''.
Ora i ragazzi di Taglio di Po (provincia di Rovigo) sono al termine del lavoro su una nuova opera : la S F I G A che e' in uscita per Natale 2004.
Nessun supereroe, paladino della giustissia. La squadra speciale S F I G A (vedi foto di sinistra - con Fabio, Raffaele e Manuel) e' alle prese con dei mutanti dai poteri piu' disparati con storietta amorosa ed happy end.
Piu' numeroso il cast di comparse, piu' ambientazioni ed effetti speciali rispetto a ''Nutriaman''. Il tutto con lo scopo, dice Pezzolato, di far divertire. Gags, trovate amene, scurrilita' dialettali e ''paperissima'' finale ...
E' operativo il sito web della Tajant Pictures, la casa di produzione dei due films autoprodotti polesani : Tajant Pictures.

  Michele Pezzolato

DICEMBRE 2004
NAIR, UNA GRAN BELLA VOCE
Nair, nome d' arte di Silvia Viscardini, e' nata a Rovigo e doveva fare il notaio

Nair, l' artista dalla voce raffinata e sensuale, si chiama Silvia Viscardini ed e' nata a Rovigo, cittadina nella quale ha studiato fino alle scuole superiori. Poi si e' laureata in legge ed ha iniziato a far pratica nello studio notarile di famiglia. Ma fare il notaio non era il suo sogno. Cosi' ha iniziato ad inseguire il suo naturale istinto : il canto.
La carriera musicale era l' unico modo di essere se stessa, di avvicinarsi ad un pubblico, a dare e ricevere emozioni. Quando Silvia e' sopra un palco si sente completamente nuda, senza difese. Qui emerge tutta la sua forza e fragilita', la sua sensualita', la sua sensibilita', la sua spiritualita'.
Nair ha scelto di chiamarsi cosi' traendolo da una parola egiziana che significa bagliore. Ma sotto sotto c'e' la voglia di chiamarsi come la madre.
Silvia ha studiato canto sotto la guida di Danilo Rigosa ed ha iniziato la sua carriera artistica nel dicembre del 2000 con una esibizione in Vaticano davanti al Papa.
Da li' fu chiamata a cantare in un album dell' artista belga Chris Van Tongelen. Ed in seguito invitata a cantare a Lourdes. Quindi orchestre sinfoniche, programmi televisivi.
Nair e' cantautrice e pianista. Il suo primo album e' uscito nel gennaio del 2004 ed ha suscitato un ottimo successo in Giappone. In Italia e' uscito da poco. Il suo primo lavoro discografico presenta sei composizioni scritte direttamente da Silvia Viscardini, incluso il brano ''Sunrise'' che da' il titolo all'album.
Oggi Nair e' in giro a pubblicizzare questo disco in Olanda, Germania, Belgio. A seguire concerti e poi ... un nuovo disco ... ma se ne parlera' per la fine del 2005.

NOVEMBRE 2004
VALERIA ASTOLFI, magica flautista
Flautista di talento, la rodigina ha vinto numerosi premi

E' la musica la grande passione di Valeria Astolfi. Da anni si esercita al flauto quattro o cinque ore al giorno e quando non lo fa le sembra che qualcosa le manchi.
La musica e' una passione che coinvolge tutta la famiglia Astolfi. Papa' Renato si occupa del Centro Veneto Esperienze Musicali. La sorella Daniela e' flautista anch' essa , vive a Trieste e fa parte dell' Orchestra del Teatro Verdi.
Valeria e' una musicista molto abile ed un interprete raffinata. Ad undici anni si iscrive al Conservatorio Venezze di Rovigo ed il flauto la affascina subito per le sue sonorita' e per la dolcezza timbrica. Dopo aver ottenuto il diploma Valeria ha frequentato il corso di strumenti a percussione al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. In seguito fa corsi di perfezionamento. Non ama mettere in mostra i tanti premi vinti ma vale la pena ricordare che e' risultata vincitrice assoluta al Concorso Nazionale di Ravenna nel 1998 e prima anche al concorso ''Citta' di Racconigi'' ed al ''F. Schubert'' di Ovada sempre in quell' anno.
Ha suonato con l' Orchestra Citta' di Rovigo, con l' Orchestra Bochumer Symphoner, con la Scuola di Musica di Fiesole e percussionista dell' Orchestra Giovanile Italiana.
Come flautista e' stata selezionata per l' Orchestra Sinfonica della Comunita' Europea con la quale ha partecipato a tournee in Francia ed in Belgio.
Nel suo lungo curriculum : partecipazioni lodevoli con l' Orchestra Sinfonica Internazionale Giovanile di Lanciano, con l' Ensemble Femminile di Venezia e con l' Orchestra Giovanile di Savona.
Come solista Valeria vanta una bella esperienza con l' Orchestra Giovanile del Veneto in Slovenia ed in Germania.
Oggi Valeria Astolfi e' titolare della cattedra di flauto traverso della Scuola Media Statale ad indirizzo musicale ''Tasso-Boiardo'' di Ferrara ed e' consulente artistica e vicepresidente del Centro Veneto Esperienze Musicali.

GIUGNO 2002
QUARTO PROFILO : CENTO PAROLE PER DIRE ANCORA UNA VOLTA ''CI SIAMO''.

I Quarto Profilo hanno presentato alla stampa - venerdi' 7 giugno
a PADERNO di PONZANO VENETO (TV) al "Dobro Music" in Piazza Aldo Moro alle ore 21:00 -
il loro primo disco ufficiale "100 Parole".
La Band trevigiana (Giorgio Barbarotta-voce, Edoardo Giommi-chitarre, Stefano Silenzi-chitarre, Alberto Marenco-basso, Andrea De Marchi-batteria), che ha gia' all' attivo tre demo autoprodotti, ha registrato il disco al glorioso Condulmer Recording Studio di Mogliano Veneto, dove negli anni sono passati grandi artisti italiani ed internazionali. Anche se probabilmente il disco uscira' su etichetta discografica, una scelta importante e' stata quella di autoprodurre la fase di realizzazione del disco.
In studio con i Quarto Profilo ci sara' il noto fonico Sandro Franchin (numerose le collaborazioni con musicisti del calibro di Simply Red, Sade, Vasco Rossi, Zucchero, Pooh, Radiofiera...) che curera' la produzione artistica. Alcune anticipazioni date da Giorgio Barbarotta ed Edoardo Giommi: Giorgio: "Questo disco rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza. Da un lato e' il coronamento di sette lunghi anni passati a suonare nei locali e nei festival del triveneto, che ci hanno visti crescere musicalmente e professionalmente; dall' altro l' uscita di questo disco puo' rappresentare molto per il futuro della band". - Edoardo: "Il Cd e' un mix di brani rock e di ballate melodiche come e' nella nostra tradizione ed e' quasi interamente composto da inediti".
E' attivo il sito www.quartoprofilo.com, per celebrare l'uscita di "100 Parole", con una nuova veste grafica e nuovi colori".


Per chi volesse ulteriori informazioni biografiche puo' trovarle su www.quartoprofilo.com . (breve scheda anche nelle stesse pagine di ECOVENETO -pagina GRUPPI-) GRUPPI VENETI e nella pagina RECENSIONI (''ogni cosa che rimane'').

NOVEMBRE 2001
MARCO PAOLINI, L' ATTORE VENETO, PROCESSA IN SCENA MONTEDISON ED ENICHEM

di Graziano Edi

Chi lo ha visto a teatro in commedie autobiografiche, basate sui suoi ricordi e sulle proprie ed altrui vicessitudini generazionali venete, mai avrebbe pensato che il Paolini - maturo sarebbe stato un vero e proprio divulgatore di verita' scottanti. Un informatore di quelli che lasciano, dopo averlo ascoltato, il segno coscienziale dentro. Un informatore del nostro tempo che crede in quello che ha letto e studiato e che lo va a proporre nelle infrastrutture non ufficiali. Dopo avere lavorato sulle tragedie del Vajont e di Ustica, Marco Paolini sta seguendo dal 1998, a Mestre, le udienze del processo per strage e disastro ambientale contro Montedison ed Enichem in relazione ad alcune produzioni chimiche di Porto Marghera che hanno procurato il cancro (e' questa la tesi dell' accusa che dopo l' esito del processo ri-vuole ''giustizia'' in appello) ad un numero imprecisato di operai delle ditte nominate.
"Storie di plastica", il testo di Marco Paolini e Francesco Niccolini, presenta un affresco dell' Italia industriale del Novecento tra grandi ideali ed atroci realta'.

l' intervista di Rodolfo Di Giammarco
Paolini teatrante sociale. Operare in questi giorni e' particolarmente difficile ?

Io provo un lutto tutto mio. Ho trovato una poesia, Figli dell' epoca, della nobel polacca Wislawa Szymborska, e con questa ho dato inizio alla registrazione del monologo sull' Europa. Oppure m' interesso ancora una volta di Marghera : parlarne col pubblico vuol dire andare oltre quello che e' successo.

Come e' strutturato il canovaccio tv che fa il punto sull' Europa ?

Il progetto era di due storie di confine : un episodio che m' e' successo ai tempi della cortina di ferro, ed un capodanno del 2000 alla frontiera pugliese con un nostro soldato ed una ragazza profuga. Il montaggio e' per ora limitato al primo capitolo, dove ricostruisco una notte del 1980 trascorsa al valico cecoslovacco da me ed altri attori scritturati per recitare in Polonia. Luci violente. Un guasto al motore ci blocca e veniamo coinvolti nel fermo di un pullman di orchestrali cui alle 3 di notte viene chiesto di eseguire dei valzer.

Sul versante teatrale, la ricostruzione dei fatti di Marghera ha gia' una fisionomia ?

Per ora non e' uno spettacolo. Sono letture fondate sugli atti processuali. Dal 1998 ci lavoro ogni tanto con Giuseppe Cederna ed anche con Bettin e Del Giudice. Mi sta a fianco per la scrittura Francesco Niccolini. Abbiamo assistito ad udienze nell' aula-bunker, e letto una montagna di documenti. Racconto un luogo, l' epopea di una classe, e comportamenti che vengono alla luce grazie a Gabriele Bortolozzo, operaio che punta il dito. Bisogna mettere in relazione la sua voce con quelle di Volpi, Cefis, Gardini, Schimberni, Necci.

In tempi di allarme per bioterrorismo le dissoterra un disastro colposo ambientale...

La psicosi degli americani e' comprensibile. Ai lavoratori di Marghera si tenne nascosto quasi tutto, consigliandoli solo di lavarsi i denti col dentifricio Nuovo Urano per eliminare la polvere cancerogena. Preoccupante e' una tesi della difesa che ammette indennizzi proporzionati al budget delle aziende : la pietas monetizzata. Qui sta la vera differenza tra la destra e la sinistra.

Questo tipo di racconto-denuncia e' realizzabile in veri e propri teatri ?

Dipende. A novembre ricomincio a portare in giro il mio spettacolo su Ustica, e la mia scelta e' di non andare nelle stagioni in abbonamento. Preferisco le aule magne, le sale pubbliche. Sembra tutto molto saggio, detto cosi', ma e' che certo teatro va fatto senza infrastrutture ufficiali.


OTTOBRE 2001
Massimo Bubola: da Verona a De Andre' alla ricerca della propria dimensione artistica non scordando i ''suoi'' riferimenti cantautorali.

di Alberto Bassani

"E ogni lacrima ha sei sorelle/ la piu' piccola e' la piu' bella/ ogni adulto ha il suo angelo in terra/ e ogni cucciolo la sua buona stella". Parola di Massimo Bubola. E in quanto adulto anche il cantautore veronese ha avuto qualcuno che vegliava al suo fianco destro. Il suo angelo, tal Fabrizio De Andre', aveva un volto di rughe e capelli scomposti sulla fronte. Ma Massimo Bubola ha avuto anche una buona stella, probabilmente un amo gettato direttamente dal suo stesso angelo. Erano da poco passate le tre del pomeriggio quando la buona stella comincio' a splendere bassa sul filo del telefono.
Era il 1977 e Massimo aveva poco piu' di venti anni. Alle sue spalle un album, Nastro Giallo, una sorta di esperimento realizzato l'anno prima con l'armamentario di buone speranze di chi debutta. L'angelo, pardon : il signor cantautor Fabrizio De Andre', che ovviamente gia', all'epoca, non aveva bisogno di esibire il biglietto da visita ne' di dire chi fosse, si attacca al telefono per convocare nella sua tenuta in Gallura questo giovane cantautore che dalla sua aveva l'intenzione e, soprattutto, la capacita', di coniugare la tradizione cantautorale italiana a certi stilemi mutuati dal blues e dal folk d'oltreoceano. Si apre cosi' una strada, dal disegno quasi casuale, che durera', circa venti anni passando per una serie di tappe -Andrea, Avventura a Durango e Rimini per fare qualche nome- che sono di diritto gia' : storia.
Raramente si e' visto un rapporto di interscambio cosi' profondo tra un angelo ed il suo protetto. Una stessa comunanza d'intenti, un amore venato di nostalgia per certi personaggi dall'aria un po' maudit, gente da seppellire "tra i cespugli di rosmarino e di mirto", che si muovono a loro agio sia nelle canzoni del genovese sia in quelle del cantautore veronese. Certo Bubola strizza l'occhio piu' oltreoceano laddove lo sguardo di De Andre', soprattutto quello delle origini, si perde oltralpe, verso certi chansonnier francesi che hanno finito per esercitare un fascino un po' decadente su tutta la scuola genovese. La musica del cantautore veronese, in una manciata di dischi diluiti in venticinque anni di onorata e sudata carriera ora riassunta in Il cavaliere elettrico, primo doppio volume di un progetto live antologico, ha sempre cercato fare la spola fra qui e altrove, fra Italia e America. Un continuo adattamento dei paesaggi italiani ad una sfera lirico-sonora americana, ma anche un tentativo di destabilizzare le vie veronesi ed incurvarle quanto le creuze a picco sul mare genovese. Ed il peccato di fondo che paga la sua arte e' l'eccessiva deferenza verso modelli davvero riconoscibili -Bob Dylan, Leonard Cohen, Willy De Ville e in Italia Francesco De Gregori e l'ormai ipercitato Fabrizo De Andre'. Un lavoro ancora costruito su ritmi artigianali a cui si addice l'odore delle assi di legno dei palchi su cui attaccare il jack e partire con uno spirito un po' sudato, con l'entusiasmo di chilometri e chilometri macinati col gusto un po' caciarone di suonare nella speranza di costruire prima o poi una sorta di Neverending Tour o di raccogliere, per stessa ammissione del nostro, l'eredita', spirituale di De Andre'.


Massimo Bubola : discografia

Il Cavaliere elettrico, Giorni dispari, Il pendolo, Diavoli & farfalle, Guerra e amore, Mon tresor, Doppio lungo addio, Nastro Giallo

PRIMO PIANO - inverno 2008 -

PRIMO PIANO - autunno / inverno 2007 -

PRIMO PIANO - 2007 -

PRIMO PIANO pagina zero - 2007 -

PRIMO PIANO pagina uno - 2007 -

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