RECENSIONI CD Veneti 2


MAGGIO 2007 : "Compromises & Carnivals" e' l'album di debutto dei Planet Brain
Attivi dal 1999 e con alle spalle due autoproduzioni i Planet Brain vengono prodotti dalla inglese Function Records per il loro album d'esordio del maggio 2007.

Il CD : "Compromises & Carnivals".
E' un gran bel disco di Rock quello che i bellunesi Planet Brain sono riusciti a confezionare. Nelle dieci tracce del Cd, uscito nel maggio 2007, non si possono elencare rami e rametti collaterali del genere. Voce, chitarre, basso e batteria : tutto qui, senza particolari aggiunte : cosa c' e' di piu' semplice, bello e sanguigno nel Rock ?
Questi tre veneti suonano Rock anglosassone davvero bene e ci danno dentro con grinta, riuscendo a far coesistere tensione, compattezza e melodia in "Compromises & Carnivals". Non e' un disco ruvido, non ci sono muri di chitarre elettriche distorte che tengono in piedi i brani. Tutto e' Rock abbastanza duro, ma con dolcezza. A fasi tirate seguono linee morbide, comunque elettriche. In alcune tracce la voce risponde benissimo ai colori espressivi di Jeff Buckley (che in questi giorni e' stato ricordato a dieci anni dalla prematura scomparsa), in altre appare bella e singolare. Per il suono, ottimamente registrato, non si possono fare paragoni particolari : tutto rientra, con capacita' e stile dei Planet Brain, in un Rock Elettrico Anglosassone. I brani sono di buon livello compositivo, con un tessuto ritmico corposo, distinguibile e mai fastidioso.
In alcune songs le chitarre offrono cose orientali; nelle altre risultano pulite e decise con pochi fraseggi solisti e parecchi di accompagnamento.
Le dieci canzoni sono qualitativamente alla stessa altezza ed e' difficile scrivere quale sia la piu' bella. Forse la prima, la quarta e l' ultima traccia : "Walkie-Talkie", "Sometimes", "It's all about Wasting Time".

LA BAND : Dalle Dolomiti all'Inghilterra
I Planet Brain sono Marcello Batelli (voce e chitarre), Nicola Zangrando (basso), Claudio Larese Casanova (batteria). Sono bellunesi. Da li' sono partiti nel 1999, hanno dato vita a due autoproduzioni ("Bottom Of The Seas" e "Orange") che la critica ha giudicato positivamente ed hanno calcato palchi importanti in tutta Italia (tra gli altri, Arezzo Wave, Ritmi Globali Europei, Voci x la liberta', Territorio Musicale, Kosarock, Fanote, Today I'm Rock) vincendo anche prestigiosi premi.
Il loro sound ha suscitato l'interesse della label inglese Function Records che, dopo aver fortemente voluto la band in alcuni concerti in terra anglosassone, ne produce oggi l'album d'esordio ufficiale. Il disco viene distribuito in Italia (Goodfellas) ed in Inghilterra (Cargo).

   Voto : 7+.   

MARZO 2007 : CANTORI DI BURANO "Venezia social boat" CD
I Cantori di Burano, protagonisti di questo disco, sono un gruppo estemporaneo di anziani, per lo piu' pescatori o ex pescatori, con una grande passione per la musica lirica e per il canto, che si incontrano in osteria per intonare davanti ad un bicchiere di vino le canzoni popolari veneziane o si riuniscono in occasione delle feste.

Il loro repertorio spazia tra canzoni tradizionali, canzoni d'autore e parodie, tutte in dialetto.
Il ruolo piu' importante spetta alle canzoni dedicate alla laguna e al mare e al lavoro della pesca. Alcune di queste sono considerate, dagli esecutori, originali dell'isola. Effettivamente canzoni come "Xe calmo el mar", "Voga voga", "Serti momenti", "La terra dorme", "Canta canta pescator" e "Le sardele" non si cantano a Venezia e sono quasi del tutto sconosciute, mentre i Nostri ricordano di averle sentite cantare in barca, quando da bambini imparavano i rudimenti della pesca dai loro padri.
"Canto dopo la bufera", di origine chioggiotta, racconta, al di la' della storica rivalita' tra Burano e Chioggia sulla pesca, la condivisione dell'essere pescatore: le difficolta' di quella vita passata ad affrontare il mare spesso in bufera, la gioia dello scampato pericolo e del ritorno a casa sono sentimenti comuni, fortemente radicati nell'animo.
Sempre legate all'ambiente lagunare, all'andare in barca a festeggiare o in gondola ad amoreggiare, sono alcune delle piu' conosciute canzoni della tradizione romantica veneziana: "El Gondolier", "Canzone gondoliera", "Vienstu o no?", "Dime de si' " e "Ninna nanna veneziana" ed altre meno conosciute come "Redentor" e "Bella Venezia". In ogni caso, piccole variazioni di interpretazione e di accento le rendono comunque diverse dalle versioni piť conosciute.
Il luogo naturale di aggregazione e di ritrovo e' l'osteria. Proprio qui trovano spazio e si esprimono compiutamente l'ironia, lo scherzo, il divertirsi in compagnia, l'ingenua e pudica trivialita': canzoni come "El saor", "Miss universo", "Le 40 canzonette", "Come pioveva", "Un di' di maggio" rappresentano appieno il clima di quegli incontri quotidiani e in occasioni dei giorni di festa a Burano.
"Ne contava i nostri veci" e' una versione particolare della canzone di anonimo composta dopo la famosa gelata della laguna di Venezia del 1788. E l' "Inno a San Marco", infine, composto in occasione della ricostruzione del campanile di Piazza San Marco nel 1912, rappresenta la canzone manifesto dell'orgoglio di essere parte della gloriosa e millenaria storia di Venezia.

"The Freezer box" 3CD BOX "The Complete 1980-1985" con i bassanesi Frigidaire Tango

Vent'anni dopo lo scioglimento dei Frigidaire Tango esce "The freezer box". Si tratta di un ricco cofanetto che contiene il primo lp "The cock" piu' due outakes, il secondo inedito lp "Music for us" ed un terzo disco "Live in Barcellona" registrato durante uno dei concerti di Barcellona con in piu' altri sei brani dal vivo.
Il box e' bellissimo, perfetto. L' operazione di confezionamento e' ineccepibile quanto la grafica. All' interno anche un "lungo" (lungo e' termine esatto per come si presenta il booklet) libro di 50 pagine con foto, cronologia, discografia e testi magnificamente fotografati e stampati.

"The cock", primo album dei Frigidaire Tango.
Nell' autunno 1981 i bassanesi F. T. entrano in studio con i loro nomi di battaglia Charlie Out Cazale voce, Steve Hill chitarre e basso, Mark Brenda tastiere e Jm Le Baptiste batteria. Durante le registrazioni saranno presenti anche il bassista uscente Steve Elbow e quello entrante Dave Nigger, piu' il sassofonista Alex Strax.
Nel febbraio del 1982 la Young Records pubblica "The cock", primo album dei Frigidaire Tango.
L' album e' stato registrato al Button studio (sound engineer George Button).
Il vinile comprendeva 11 tracce in chiave post punk rock : la "new wave", il "dark", l' "elettronica" : sono i suoni dominanti. Non ci sono suoni alla Joy Division cerebrali od ai Cure piu' cupi : semplicemente i Frigidaire Tango di quegli anni suonano le semplicita' melodiche e graziose di un genere che ha nella ritmica ripetitiva la sua connotazione principale.
"Dangerous Echo" ha suoni "new wave" leggeri con un finale pianistico.
"Anytime You Dress So Fine" e' una song carina che presenta tastiere fredde sul fondo, con un gioioso sax che fa capolino, in un predominio della ritmica perfettamente uguale a se stessa : la classica ritmica "new wave".
"Blue Pink" ha la chitarra elettrica che gira poche note ed accordi. Rimangono in testa subito ritmi e ritornelli graziosi, ma ripetitivi. Quindi una buona soluzione pianistica eleva il pezzo che ha nel finale piu' corposo del basso e chitarra la parte migliore. E' il capolavoro del disco.
"Push" e' una perfetta e veloce "New Wave"-song darkizzata dal basso.
"A Citizen Came" : dopo una apertura sperimentale la song entra nel suo genere con scanzonamenti che richiamano i Velvet Underground ed interventi quasi pop.
"I'm Faster" e' tipico pop elettronico con tastiere liquide (somigliano un po' a quelle dei Queen di "Flash Gordon"). La song si distende diventando sempre piu' ballabile.
"Black Curtains" e' un' altra song pop elettronica che si movimenta con la chitarra elettrica.
"Tell Me Sometimes" e' una canzoncina gradevole alla Alberto Camerini.
"Nothing More" ricorda qualcosina dei Joy Division.
In "Brain Rock" anticipano i suoni dei primissimi Duran-Duran. Nonostante la ritmica ripetitiva c' e' del buono nella chitarra elettrica.
"Frigidaire Tango" : sulle poche note che si susseguono vengono incisi effetti elettronici disturbanti. Quindi la canzone distende la sua solarita' nel ritornello che risulta la parte piu' bella del pezzo con un finale in salita rapito dalla chitarra elettrica e dal synt.
Il disco, con una copertina fuori formato di 1.5 cm. sullo standard, venne pubblicato in una tiratura limitata di 1.200 copie e mai piu' ristampato.
Nel cd ristampato nel 2006, sono stati aggiunti due inediti :

"Don't Kill Time" e' una struggente e bellissima ballata elettroacustica per chitarra e piano con un gran bel finale di chitarra elettrica. Inizialmente secondo la Young Records doveva essere il pezzo portante del disco, ma venne scartata dal gruppo che la riteneva incompatibile col resto del lavoro. C' e' da dire, a distanza di tanti anni, che questo brano sarebbe stato il capolavoro di "The cock" se fosse stato inserito nel primo disco dei F. T.
E : "This Days '78" : e' una breve song : parecchio punk nella grinta ma dominata dalla sovrastruttura di tastiere che impediscono al brano di punkizzarsi quanto basta.
   Voto : 7---.

"Music for Us" (1983 / 1985) - Frigidaire Tango.
I suoni, in questo lavoro discografico inedito, sono maggiormente elaborati : soprattutto nelle tastiere. I Frigidaire Tango hanno qualche anno in piu' d' esperienza e si sente!
Il cd comprende 10 tracce :
"Presage" e' strumentale, marcatamente musica elettronica con linee melodiche e ritmiche godibili e con un basso cupo, non asettico.
"Cold Furs" ha qualcosa dei Cure piu' orecchiabili con batteria elettronicizzata e tastiere solari.
"Shout Yourself To Death" e' un grintoso pop-dark con un sax alla Roxy Music e voce cavernosa alla Sister of Mercy. Poi si psichedelizza un tantino con entrate effettistiche di tastiere e grumetti di xilofono; quindi la chitarra elettrica va in un breve solo.
"Insecurity" ha l' essenza di un intermezzo-esercitazione per basso e tastiere. Nel finale la chitarra elettrica va a rubare il giro melodico che e' presente in tutto il brano.
"Dazed Life" presenta, (finalmente), una batteria che si da' da fare ... E' un punk-rock aggressivo nel trio basso/batteria/chitarra e melodicizzato dal pianoforte a meta' brano dal vago sapore jazzato. Finale hard-rock.
"When Your Head Drop" lo apre il sax che interviene pulito e vibrante varie volte nel brano. Buon pezzo cupo/dark con brevi accelerazioni rockeggianti sulle quali poche note nitide di piano lo colorano ed una chitarra grezza sostiene il finale.
"Take Over Me" e' un brano di oltre sette minuti. Si muove sopra una ritmica scarna e ripetitiva sulla quale si sperimentano entrate elettroniche e vocali. Nel finale si abbandona la ritmica a vantaggio di qualche nota di chitarra elettrica.
"Recall" con i suoi sei minuti e mezzo e' un pezzo new wave / dark da discoteca! Cantato orecchiabile e riff elettronico gradevole.
"Vanity Fair" presenta inizialmente un ottimo gioco ritmico accentuato da percussioni che echizzano piacevolmente ed una chitarra che sta' sul fondo. Poi un riff di tastiera prende il sopravvento inglobando voci effettate da aeroporto. Il brano va a chiudere in salita.
"Healty" e' un pezzo con grinta, bello ma breve : dura un minuto e mezzo. Chitarre alla Sex Pistols e riff notevole/orecchiabile.
   Voto : 7.

"Live In Barcelona '85" (1985) - Frigidaire Tango.
Nel live i suoni sono piu' decisi, piu' marcati, comunque ottimamente registrati, soprattutto la prima parte. Alcuni risultano piu' allungati e ripetitivi, con alcune improvvisazioni significative; altri piu' corti rispetto all' originale.
"Presage" e' bello tosto ed aggressivo.
"Cold Furs" presenta chitarre piu' lancinanti e tastiere quasi urlanti.
"Shout Yourself To Death" e' ben percosso dalla batteria con fraseggi di basso alla new wave e sax alla Roxy Music, mentre cupa risuona la voce di Cazale.
"Insecurity" suona piu' Roxy Music rispetto al disco in studio.
"Dazed Life" smuove la new wave aggredendo e contorcendo i suoi suoni.
"Russian Dolls" parte in sordina ... quindi con la chitarra distorta a fare da sfondo al canto ed alla batteria agita free jazz dal sax... sembra quindi rilassarsi su frecciate tastieristiche ... e riprende il suo caotico ingorgo elettrico-psichedelico al limite del sopportabile ... infine ha una breve sosta e caotizza fino al termine!
"Roxy" mischia new wave e funky.
   Voto : 7-.

   Extra Live Songs
"The Cock Medley" e' un gradevole miscuglio dei loro ritmi e melodie primordiali.
Recall" ha una registrazione mediocre. Sul tappeto si eleva un suono di synt che ne fa il ritornello. Il pezzo e' bello ma i suoni appaiono affogati.
"Take Over Me" appare piu' grezzo rispetto all' originale. Anche qui la registrazione non e' delle migliori.
"Insecurity" muove piu' tastiere inizialmente rispetto ai due brani precedentemente recensiti. La chitarra agita movenze funky, mentre il sax cesella poche note. Anche il piano elettrico partecipa al gioco. Finale lasciato a basso e batteria che ingaggiano con le tastiere un piccolo miscuglio.
"Russian Dolls" dura sedici minuti ... Per quasi cinque minuti si tratta di vocalizzi ed esperimenti non rumorosi... quindi prende corpo un delicato e preciso solo di chitarra elettrica. Di nuovo il passaggio vocale apre poi alle tastiere che si liberano alte mentre e' ancora Steve Hill che si fa sentire nel caos ritmico. Nuovi sussulti alterano la song con caotiche acidita' improvvisate dal sicuro impatto emotivo che la portano fino alla fine.
"Vanity Fair" e' bello tosto, aggressivo e ben tirato, quasi in tensione continua con quel sax.
   Voto : 6.

MASSIMO PRIVIERO
Dolce resistenza

E' un bel CD, uscito ad ottobre 2006, ottimamente prodotto con un vivace booklet ricco di testi e foto. Massimo alla sua ottava esperienza discografica regge ancora bene sulla lunga distanza. I dodici brani, undici originali, piu' una cover di "Ciao Amore Ciao - Li vidi tornare -" di Luigi Tenco, vede Priviero in ottima forma sia come rocker doc (-si ascoltino "Clandestina", "Vincere" e "Spari nel Cielo") che come autore di ballate (- vedasi per esempio :"La strada del Davai" e "Tommy Eden" - autentici gioellini acustici). Il cd scivola bene brano dopo brano con pezzi elettrici e ritmati e canzoni piu' melodiche, acustiche e riflessive. Il modo di cantare e suonare di Massimo e' riconoscibilissimo : le frequenze ruvide della voce, le chitarre arroventate vengono nuovamente inglobate in "Dolce Resistenza" fin dal brano omonimo che apre il cd. I testi, mai banali, offrono, in parte, un Priviero ancora ''impegnato'' a cantare le sofferenze ed i dolori della piccola gente. In questo "Italia Libera", "Pane giustizia e liberta' " e "La strada del Davai" sono pezzi significativi. Il brano di Tenco, "Ciao Amore Ciao - Li vidi tornare -", recuperato nel testo originale, vede nuova vitalita' nelle corde e nella voce di Massimo. Ma ci sono brani come "Biglietto di un musicista di strada", "Io sono io", "Ragazzino", "Tommy Eden" che toccano sensibilmente le corde dell' anima.
Massimo Priviero canta deciso le sue canzoni recuperando anche l' acusticita' delle chitarre, della fisarmonica, del pianoforte e dell' armonica a bocca. In "Dolce resistenza" e' accompagnato da amici di strada (i Luf in "La strada del Davai" : una acustica ballad ''italo-veneziana''; i Gang in "Pane giustizia e liberta' " : gran bel brano dal sapore antico). ... Un minuto e mezzo dopo la fine del CD ecco riesplodere : "Ciao Amore Ciao - Li vidi tornare -".
Voto : 7+ .


GIORGIO BARBAROTTA
''Schegge (di vita propria)''

Giorgio Barbarotta "Schegge (di vita propria)" (GB Produzioni). ''Schegge (di vita propria)'', titolo della primavera 2005.
Ottimo esordio solista per Giorgio Barbarotta con il lavoro "Schegge (di vita propria)", 16 canzoni per un album che risulta un riuscito connubio di poesia e musica d'autore, rock elettro-acustico, blues, swing, folk. Ad accompagnare Giorgio Barbarotta, autore ed interprete, una band d' eccezione : Stefano Silenzi - chitarra acustica e classica, Nicola "Accio" Ghedin (Estra) - batteria e percussioni, Angelo Michieletto - chitarra elettrica e acustica, Stefano Andreatta (Manodopera) - basso, contrabbasso e flauto, Mirco Michieletto (La Fenice, Comunale Bolzano, Comunale Treviso) - violino, Anna Tonini e Giacomo Li Volsi - pianoforte.
"Schegge (di vita propria)" e' stato registrato al Magister Studio a Preganziol (TV) con la produzione artistica curata dallo stesso Barbarotta a quattro mani con Stefano Silenzi. Particolare attenzione meritano i testi e la voce di Giorgio (quest' ultima ha, a volte, assonanze a meta' strada tra quella di Luca Barbarossa e quella del cantante dei Valentina Dorme).
"Ouverture" scivola gradevolissima tra blues e swing. "Conformista" e' un bel pop-rock con fraseggi di violino. "L' osteria del blues" non e' un blues, ma suona inizialmente folk (quasi una "Bar Mario" ligabuiana, ma piu' toccante) per poi deviare in un ottimo rock. "A domani" sfodera una bella ''bottleneck'' ... con finale country ... "Quando l' amore mostra i suoi limiti" si appoggia sulla voce ed il pianoforte. "La notte di San Lorenzo" e' un rockerello con violino. "Notturno" ha un arpeggio acustico ripetitivo sopra il quale cesellano pianoforte e chitarra. "La promessa" e' corposa (con chitarre alla U2) e violino a toccare l' animo. Finale rock d' effetto. "Attimi" va ancora a toccare le corde dell' anima ... "Siamo ancora qui" suona blueseggiante e "caraibica" inizialmente, quindi si irrobustisce per poi tranquillizzarsi ... "Quello che rimane" in bilico tra folk e rock e' una brillante canzone con fraseggi spagnoleggianti. "Luci sulla citta' " e' una pop-rock song con solo di Michieletto. "Vuoti di memoria" e' tutta acustica. "Ricordati" va in crescere ed in calare : dall' acusticita' viene invasa dall' elettricita' e viceversa. "Voci" e' un bel elettro-acustico rock. "La ballata dell' ubriacone" ... scanzonata ...
Un disco molto bello non appesantito dalle tastiere e che meriterebbe un interesse ed una maggiore diffusione da parte di una major.
Voto : 7+ .

GIOVANNI DELL'OLIVO
La saga del commenda

Giovanni Dell'Olivo (chitarra e voce) ha scritto "La saga del Commenda" in treno, nel corso della sua vita di pendolare lungo la tratta Venezia-Treviso. "La saga del Commenda" e' un atto d' accusa verso la borghesia produttiva del Nordest agli albori del nuovo millennio, e verso i disvalori che la caratterizzano. Le sette canzoni del disco, uscite nel gennaio 2005, raccontano la sventurata iperbole di un capitano d'industria veneto di successo che poi viene assassinato da una prostituta nigeriana minorenne.
Il CD di 27 minuti in tutto : risulta agro-melanconico di tipo cantautorale anni '70 con una band non invasiva composta da : Alberto D' Este alle tastiere ed al piano, Piero Bittolo Bon ai cori, basso ed ai fiati e Giovanni Natoli alla batteria e percussioni.
"Diavolo d' un commenda!" e' un pezzo leggero, non male; "Il Maglione" : uno scioglilingua sopra pochi arpeggi di piano con un Hammond gradevole; "La Cena di Natale" : cantautorale settantesca; "La Soluzione" e' swingante quasi jazzata dalla chitarra elettrica; In "La Riserva di Caccia" risuonano echi alla Rino Gaetano; "Succhia la Vita" e' una breve composizione, un ponte per piano e voce per la successiva "Verso le Otto della Mattina" dalle matrici marcatamente cantautorali.
Qualche spazio musicale risulta movimentato, ma poco solare. Sulle musiche gravano complessivamente i testi per lo piu' cupi. Il canto non e' dei migliori.
Voto : 5+ .

LOLA RENT
"regali complessi"
CARLITO
"La Compagnia dei Cani"
TOLO MARTON
"Colours and notes"
MASSIMO PRIVIERO
''Poetika''
ESTASIA
''Stasi''
TACABANDA
''Razza Bastarda''

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